È capolista nelle liste elettorali della Campania dal 1963. Poi, quest’anno aveva scelto di entrare nel Pd che gli ha immediatamente comunicato l’amara notizia: non sarai ricandidato. Ciriaco De Mita non se l’è fatto ripetere due volte, ha girato i tacchi e se ne andato. E l’Udc non ci ha messo molto a conquistarlo: è bastato rimetterlo capolista in Campania.
De Mita, quindi, torna in sella e porta lo zoccolo duro del suo elettorato nelle tasche del partito di Casini. Insieme a lui, l’Udc serve su un piatto d’argento l’occasione di rifarsi un nome anche a Totò Cuffaro, l’ex governatore della Sicilia, che si è dimesso dopo la condanna a cinque anni per aver fatto favori personali a soggetti vicini a Cosa Nostra.
Infine, un tocco di regalità. Nel Lazio la capolista Udc sarà Alessandra Borghese, figlia del principe Alessandro Romano Borghese e della dinastia romana che conta tra i suoi eredi pontefici e generali. La Borghese non è alla sua prima esperienza in politica: fu già candidata dalla Margherita quando segretario era Francesco Rutelli, ma ora evidentemente si è spostata un po’ più in là. Molto vicina al mondo cattolico e a papa Ratzinger, ha raccontato la sua “folgorazione” religiosa in un libro del 2004, Con Occhi Nuovi: «Famiglia, giovani, donne, difesa della vita – spiega ora – sono alcuni dei principi che mi consentiranno di dare continuità al mio percorso iniziato già da molti anni».
Tra le possibili alleanze, invece, nell’aria c’era quella con la lista di Giuliano Ferrara. Pezzotta la escluide categoricamente, ma il fondatore della lista Pro-Life rivela: «Pezzotta non lo sa, perché non è lui che decide nel suo partito, ma sia Casini sia Buttiglione – sostiene Ferrara – mi hanno chiesto l’alleanza elettorale. Ho risposto di no perché la mia non è un’altra lista della politica tradizionale, non è un terzo polo, è un’altra cosa».
In tutte le altre regioni – escluse appunto Campania, Sicilia e Lazio – capolista sarà Francesco D’Onofrio. Il problema per l’Udc e la Rosa Bianca al Senato è quello di superare la soglia dell’8%, anche se Pezzotta sostiene che «ci sono sondaggi che dicono che ci stiamo avvicinando al superamento della soglia». Dalla parte dell’Udc, secondo alcuni sondaggi, ci sarebbe un 6% dell’elettorato “giovane”, ma la percentuale di consensi salirebbe al 9% considerando invece il voto degli ultrassessantenni, mentre tra i cattolici praticanti, addirittura il 17% si dice pronto a votare per il partito che candida Cuffaro.
fonte: unita.it