La Bonino replica che chi non ha rispettato gli accordi si debba assumere la responsabilità. Intanto Il Pd candida Beppe Lumia in Sicilia.
Mentre Marco Pannella continua lo sciopero della sete, non si placa la polemica sul mancato rispetto dell’accordo elettorale tra i Radicali e il Pd, con il coordinatore dei democratici che mette un ultimatum a Pannella e gli altri. “A questo punto siano i Radicali a dirci, entro il pomeriggio, se ritengono accettabili le nostre proposte, giudicate da tutti generosissime”, dice Goffredo Bettini. “Se non arriverà una risposta chiara, considereremo noi l’accordo impossibile. Perché un accordo si deve fare in due e nessuno, tantomeno il Pd, ha la volontà di imporre nulla ad alcuno”. Bettini aggiunge anche di aver spiegato e dimostrato che “sette delle nove candidature radicali sono in posizione assolutamente privilegiata e che due sono in ottima posizione, se pure di combattimento”.
Pronta la risposta del ministro degli Affari europei, Emma Bonino, che da Bruxelles dice: “Chi ha rotto i termini dell’accordo non siamo stati noi. E chi ha cambiato idea dovrebbe assumersi la responsabilità di dirlo”.
Intanto si registrano novità anche sulle liste. Beppe Lumia sarà il capolista per il Pd al Senato in Sicilia: lo annuncia il leader Pd, Walter Veltroni, che si è detto convinto che “contro la mafia sia indispensabile schierare e spendere tutte le migliori energie della società e delle istituzioni”. Veltroni ha quindi chiesto al professor Ignazio Marino, candidato anche nel Lazio, di rinunciare alla sua doppia candidatura per far posto a Lumia. “La battaglia contro le mafie, contro la criminalità organizzata, per la difesa della legalità – prosegue il leader del Pd - è al centro non solo del programma e della concreta azione del Partito democratico, ma della sua stessa identità”.
La destra invece interviene per smentire le previsioni che vedono il Pd in vantaggio sul Pdl. “La favola della rimonta elettorale del Partito democratico è svanita lasciando il posto a un vespaio di polemiche e a un fuoco incrociato che fanno emergere le incongruenze programmatiche e valoriali della coalizione guidata da Veltroni”, commenta il deputato Antonio Martusciello, componente della consulta di Forza Italia. “Il leader dei democratici - aggiunge l’esponente forzista - ha disatteso tutte le promesse riducendo il Pd a un gruppo di forze e componenti eterogenee, le stesse che erano presenti nel governo Prodi e che avevano determinato il fallimento di quella esperienza di governo”.