ROMA - “Ci sarà una sorta di redenzione”. Il ministro della Giustizia Luigi Scotti spiega così la parte del decreto sulla sicurezza sul lavoro - approvato oggi dal consiglio dei ministri - nella quale si stabilisce che, nei casi in cui è previsto l’arresto, “se l’imprenditore rimette tutte le cose a posto gli si applica una sanzione pecuniaria da 8 a 24 mila euro”.
Norme che la tragedia di Molfetta ha riportato drammaticamente d’attualità. E che il Governo ha varato nonostante la contrarietà di Confindustria e della altre associazioni di categoria. “Inasprendo le pene non si salva nemmeno una vita umana perché bisogna prevenire. L’impianto è tutto spostato sulle sanzioni e non sulle regole”, dice il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo.
Ma Romano Prodi spiega: “Questo decreto non ha intenti punitivi, non mette nel mirino le imprese ma mette al centro la tutela della persona umana e il suo diritto a un lavoro il più sicuro possibile”. E le polemiche e le contrapposizioni, dice ancora il premier, “sono un’offesa nei confronti di tutti e soprattutto verso i lavoratori”.
Non la pensa così il responsabile per le relazioni industriali di Confindustria, Giorgio Usai: “‘Il nostro giudizio e’ di insoddisfazione: si è persa una buona occasione per dare un ottimo servizio allo stato”. Parole pronunciate al termine della riunione tra Governo e parti sociali. “Così si fa demagogia, si rende difficile l’attività delle imprese serie - insiste Montezemolo - ma si rischia di non salvare una vita in più, che noi imprenditori consideriamo il primo valore da tutelare”. Serve, dice il presidente di Confindustria, “un sistema serio di pene e sanzioni per chi commette violazioni gravi in una materia così delicata. Ma occorrono regole chiare e soprattutto bisogna fare cose precise, in positivo: più formazione, più prevenzione, più cultura della sicurezza”.
Ma l’esecutivo insiste e difende le nuove norme. Che, dice il ministro del Lavoro Cesare Damiano, “si muovono da una logica semplice: la proporzionalità alla violazione. Il sistema sanzionatorio è estremamente calibrato”. Un risultato di cui “siamo molto soddisfatti” conclude il ministro.
fonte: la Repubblica