ROMA - Su Alitalia «non c’è nulla sul tavolo» di Intesa Sanpaolo. A sottolinearlo è lo stesso ad dell’istituto, Corrado Passera, chiamato in causa da Silvio Berlusconi, che da giovedì parla di una «cordata di imprenditori italiani» che potrebbe rilevare la compagnia
di bandiera «sotto la regia di Air One». INTESA SI CHIAMA FUORI - «Tre mesi fa - ha ricordato Passera - siamo stati esclusi in fase di due diligence» e da allora non c’è più stato nulla». Del resto, ha aggiunto, «non abbiamo mai investito perché qualcuno ci ha chiamato a farlo. Per questo abbiamo sempre guadagnato». Così Corrado Passera ha risposto agli analisti che lo hanno interrogato sull’eventuale ruolo dell’istituto di credito al fianco di Air One nel processo di vendita di Alitalia.
PRODI-BERLUSCONI - Dall’istituto, in realtà, avevano fatto già sapere che il Consiglio di Gestione, di giovedì avrebbe avuto all’ordine del giorno solo l’approvazione dei conti 2007 e non il dossier Alitalia. Il leader del Pdl aveva accennato invece alla possibilità che l’istituto potesse valutare un «via libera» a una operazione per tornare in corsa per l’acquisizione di Alitalia. La questioneè stata anche al centro di un colloquio telefonico tra il leader del Pdl e il premier Romano Prodi: «Di Alitalia ho parlato con Prodi e ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani», ha detto Berlusconi nel corso dell’assemblea di Confcooperative. Prodi ha però spiegato che la possibilità di un prestito ponte ad Alitalia è vincolata dalle regole europee al fatto che ci sia poi - e in tempi brevissimi - un’offerta concreta.
LA PRECISAZIONE DEL CAVALIERE- Berlusconi aveva anche parlato dei figli, che ben volentieri sarebbero entrati in una cordata di imprenditori italiani. Poi ha precisato: «Non c’è un interesse della mia famiglia. Gli imprenditori più importanti però dovrebbero sentirsi in dovere di partecipare. Se lo chiedessero a me risponderei di non avere interesse». Così Il Cavaliere ha escluso un suo intervento diretto - o attraverso la holding Fininvest - nella partita Alitalia. L’ex premier, però, fa capire che «se fosse necessario» i suoi figli non si tirerebbero indietro.
PADOA-SCHIOPPA:«TEMPI STRETTISSIMI» - «Chi è interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e offerte concrete, altrimenti distrugge una possibilità di vendita anzichè costruirne una nuova. I tempi, ormai strettissimi, sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico» Ha affermato il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa. «L’unica proposta seria per il rilancio di Alitalia - avrebbe detto il ministro del Tesoro al personale di bordo del volo Alitalia che giovedì mattina da Roma l’ha portato a Linate - è quella di Air France. L’alternativa è il commissariamento».
PRATO: OFFERTA AIR-FRANCE SOLIDA -Sull’offerta di Air France-Klm si è pronunciato anche il presidente di Alitalia Maurizio Prato durante l’incontro in corso alla Magliana coi sindacati, sottolineando che allo stato attuale è «prendere o lasciare», ma al contrario di quelle di possibili cordate, è «industrialmente solida». Le parole di Prato sono arrivate all’indomani delle dichiarazioni del presidente di Air France-Klm Spinetta, che mercoledì pomeriggio aveva difeso il piano d’acquisizione di Alitalia, e chiarito i contenuti dell’offerta (2.100 esuberi, unico hub a Fiumicino, 37 aerei in meno per la flotta passeggeri, moratoria di tre aerei per il settore cargo). «Effettivamente - ha detto Prato - la trattativa con Air France-Klm è, ad ora, “prendere o lasciare” ma la loro offerta è industrialmente solida al contrario di quella di possibili cordate appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il dedito sull’azienda. Dove sono - ha aggiunto Prato - le offerte di queste cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute in azienda?».
«LA NOSTRA POSIZIONE NON CAMBIA» - L’incontro tra Prato e sindacati si è chiuso dopo circa 3 ore e mezza. Le sigle, secondo le prime indicazioni emerse dalla riunione, hanno garantito la disponibilità a riprendere il confronto con Air France-Klm partecipando ad un incontro previsto per il prossimo 25 marzo. Per la Filt-Cgil tuttavia l’intesa con Air France resta condizionata alla possibilità di trattare con il gruppo franco-olandese. «La nostra posizione non cambia - ha detto il segretario nazionale Mauro Rossi - la chiusura di Spinetta la rispediamo al mittente». Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia sono compatte nel chiedere lo slittamento del termine del 31 marzo chiesto da Air France-Klm per chiudere l’operazione di acquisto e l’attivazione immediata del prestito ponte di 300 milioni da parte del Tesoro.
«DIKTAT DELLA LEGA» - Sull’ipotesi di una cordata italiana il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini non usa mezzi termini. «Il materializzarsi improvviso di una cordata italiana per Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi», secondo il candidato premier centrista. Con Alitalia, secondo Casini, «Berlusconi comincia a pagare i prezzi alla Lega di un ipotetico governo del PdL».
SEA: «LA CAUSA VA AVANTI» - Intanto il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, al termine del cda della società che gestisce gli scali milanesi, ha fatto sapere che l’azione legale contro Alitalia per l’abbandono dello scalo di Malpensa come proprio hub andrà avanti. «Un abbandono tout court della causa non è pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire, ma allo stato non è pervenuta, una proposta transattiva, la valuteremo. Siamo persone ragionevoli», ha detto Bonomi, sottolineando che l’azione giudiziaria, che prevede un risarcimento danni di 1,2 miliardi di euro è «un atto dovuto a tutela dell’integrità dell’azienda degli azioni e dei lavoratori».
BORSA - La compagnia italiana intanto accelera a Piazza Affari: il titolo del gruppo, sospeso in mattinata per ecceesso di rialzo, ha toccato un +35% per attestarsi all’attuale +32% a 0,408 euro. A far schizzare il titolo l’attesa che Air France - Klm riveda al rialzo la propria offerta o abbandoni il campo.