Conto alla rovescia per l’election day, con quasi 50 milioni gli italiani chiamati domani e lunedì alle urne. Sono Roma e Milano le città del voto per i big della politica. Nella Capitale depositeranno la scheda nell’urna le massime cariche istituzionali: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Franco Marini e il presidente della Camera Fausto Bertinotti.
Il capo dello Stato voterà nella sezione elettorale di Via Panisperna, presso l’istituto Margherita di Savoia, mentre Marini voterà domenica nel quartiere Parioli, dove abita. I risultati della consultazione elettorale li seguirà dal suo studio a palazzo Madama. Bertinotti depositerà le schede elettorali nell’urna al seggio allestito nella scuola elementare di via Novara e poi seguirà l’esito del voto nella sede del comitato della Sinistra Arcobaleno in via Liguria.
Nello stesso seggio è atteso il candidato premier del Pd Walter Veltroni, che poi seguirà l’evolversi della sfida elettorale con il Pdl da casa, insieme alla moglie e alle due figlie. Francesco Rutelli voterà nel seggio del suo quartiere, all’Eur, Massimo D’Alema nel seggio di via Col di Lana, nel quartiere Prati.
Il candidato premier dell’Udc Pier Ferdinando Casini voterà domenica nel seggio di via Lovanio, ai Parioli. Poi seguirà exit poll e proiezioni da casa, insieme alla famiglia. Lunedì il trasferimento nella sede del partito per attendere l’esito della consultazione elettorale. Voto a Roma anche per il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, che attenderà i risultati elettorali nella sede del partito, in via della Scrofa, pronto però a raggiungere l’Auditorium della Tecnica di Confindustria in via Tupini dove il Pdl ha allestito una sala stampa per seguire l’evolversi della consultazione elettorale.
Al seggio di Via Scrosati, a Milano, è invece atteso il leader del Pdl Silvio Berlusconi, che dovrebbe seguire l’andamento del voto sempre nel capoluogo lombardo, pronto comunque a scendere nella Capitale in caso di successo del Popolo della libertà.
A Milano voterà anche il leader leghista Umberto Bossi, che poi, come sempre, attenderà l’esito del voto nella storica sede del Carroccio di Via Bellerio. E sempre nel capoluogo lombardo esprimerà il proprio voto la candidata premier de La Destra Daniela Santanchè, che rimarrà nella città meneghina per attendere il responso delle urne.
Romano Prodi voterà, come è accaduto nel 2006, domenica, dopo la messa, nel seggio allestito presso il liceo Galvani, a Bologna. Lo stesso in cui voterà anche il ministro della Difesa Arturo Parisi. A Bologna voterà anche il candidato premier del Partito socialista Enrico Boselli, che poi tornerà a Roma per attendere l’esito della consultazione elettorale nella sede del partito in piazza San Lorenzo in Lucina, a due passi dal Parlamento.
Gli ‘esordienti’ al voto, sono complessivamente 1 milione 211mila 356, di cui 621mila 982 maschi e 589mila 374 femmine. In totale, però, le donne al voto sono più numerose degli uomini: 24 milioni e 600mila contro 22 milioni 700mila. La componente femminile dell’elettorato, rappresenta quindi il 52% del totale, rispetto al 48% della componente maschile.
Complessivamente, i seggi elettorali per l’election day sono 61mila 225. Un vero e proprio esercito, quello dei candidati, che saranno 6 mila 420 per la Camera e 3 mila 492 per palazzo Madama. Un’altra curiosità: sono ben 367mila 350, 6 per ciascuno dei seggi elettorali, le matite copiative con cui gli elettori entreranno in cabina per votare.
Quelle in programma saranno le prime elezioni senza telefonini al seggio. Tornerà poi il voto integralmente ‘tradizionale’, senza sperimentazioni di voto elettronico. Lo scorso 1 aprile il Consiglio dei ministri ha adottato un decreto legge che, per combattere il cosiddetto ‘voto di scambio’, prevede che i telefonini dotati di apparecchiatura fotografica vengano lasciati dagli elettori al di fuori della cabina elettorale. Il cellulare verrà depositato dall’elettore in un cestino e recuperato dopo aver espresso la propria preferenza.
In un’altra circolare inviata in vista delle elezioni, il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha rivolto una raccomandazione ai presidenti di seggio perché vengano subito timbrate, come previsto dalle procedure di spoglio, le schede bianche man mano che vengono estratte dall’urna.