Silvio Berlusconi esulta per la netta vittoria, la terza in 14 anni, e Walter Veltroni ammette la sconfitta. «Come è buona prassi di tutte le democrazie occidentali e come è giusto fare ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria ed esprimergli l’augurio di un buon lavoro», sono state le prime parole del leader del Pd per commentare l’esito del voto. «Ora si apre una stagione di opposizione nei confronti di una maggioranza che avrà difficoltà a tenere insieme ciò che è. Non sappiamo quanto durerà, perché le differenze programmatiche permangono», ha rilevato Veltroni. «Penso che il Pdl - ha aggiunto - sia chiamato a sciogliere la contraddizione se è una alleanza elettorale o un partito».
Berlusconi: sono commosso. «Abbiamo vinto, è quello che ho continuato a dire durante tutta la campagna elettorale», ha affermato Berlusconi, dicendosi commosso per il risultato e aggiungendo: «E’ un grande responsabilità governerò per 5 anni». Poi due promesse: risolveremo subito il problema dei rifiuti e dell’Alitalia.
«Sono commosso per il risultato elettorale che si profila e per la prova di fiducia che mi è giunta da tanti cittadini che desidero ringraziare con tutto il cuore». Inizia così il messaggio scritto da Silvio Berlusconi e letto dallo stesso leader del Pdl in diretta a Porta a Porta e a Matrix.
«Sento una grande responsabilità perché quelli che abbiamo davanti saranno mesi e anni difficili che richiederanno una prova di governo di straordinaria forza e capacità riformatrice. Lavorerò con grande impegno mettendo a frutto la mia esperienza per i prossimi 5 anni, che saranno decisivi per l’ammodernamento del paese», ha continuato il leader del Pdl, assicurando che il suo governo avà solo 12 ministri.
«Siamo pronti a lavorare insieme con l’opposizione sulle riforme», ha poi aggiunto Berlusconi, proponendo di riesumare la bicamerale per le riforme, così come era stata impostata nel 1994. Il leader del Pdl ha dato questa risposta, parlando a Skytg24, rispondendo alla domanda sulla possibilità di rilanciare la bicamerale, d’accordo con Veltroni.
«Avvieremo da subito la riforma della giustizia, l’applicazione della riforma della scuola e la modernizzazione della sanità», ha continuato aggiungendo: «Non approveremo mai un solo provvedimento che aumenti l’imposizione fiscale e diminuisca la libertà dei cittadini».
«C’è stata un’interruzione negativa del nostro lavoro. Io dico quello che penso: le elezioni 2006 non sono state regolari e ciò è dimostrato dalle dimensioni del voto di oggi», ha poi ribadito Berlusconi.
Veltroni. Il leader del Pd è giunto verso le 20 nella sala stampa allestita a pochi metri dalla sede del partito in Piazza S.Anastasia. Il segretario del Pd sale sul palco e al suo fianco c’è tutto lo stato maggiore del partito, dai ministri D’Alema e Fioroni, all’ex segretario Ds Piero Fassino, al vice Dario Franceschini, fino al coordinatore Goffredo Bettini. «Noi siamo partiti da un distacco a settembre di 22 punti e progressivamente sono stati recuperati in quella che continuo a definire una grande rimonta politica ed elettorale - ha proseguito Veltroni - che ci consente oggi di portare in Parlamento e di insediare nel paese la più grande forza riformista che l’Italia abbia mai avuto».
«La nostra sarà un’opposizione sul programma di una grande forza riformista ma rinnoviamo sin da subito la piena disponibilità ad affrontare immediatamente le riforme istituzionali necessarie di cui il Paese ha bisogno», ha quindi affermato Veltroni rinnovando la disponibilità al dialogo sulle riforme istituzionali.
È auspicabile che il governo Berlusconi regga il paese «nel rispetto di quei valori che ho indicato nella mia lettera» al Cavaliere, ha aggiunto il leader del Pd. Il Pdl ha visto calare i propri consensi «rispetto alle forze che lo compongono», mentre c’è «un rafforzamento della Lega», ha sotolineato ancora Veltroni nel corso di una conferenza stampa.
«Il Paese ha ribadito con forza il proprio rapporto con la democrazia e le istituzioni», ha osservato poi il leader del Pd. «Non condivido - ha aggiunto - i toni usati da alcuni sull’affluenza alle urne. Anche se c’è stato un calo del 3% si sono comunque recati alle urne l’80% dei cittadini».
Fini. «Governeremo per cinque anni: far leva sulla Lega, definendola come un elemento di instabilità, vuol dire confondere i propri desideri con la realtà». Lo afferma Gianfranco Fini, commentando i risultati elettorali. «Esprimo grande soddisfazione - aggiunge - perchè il Pdl, o meglio la coalizione guidata da Berlusconi, ha vinto le elezioni con una larga maggioranza alla Camera e al Senato, come noi avevamo previsto».
«Il parlamento che si insedierà il 29 aprile sarà per certi aspetti anomalo rispetto a una certa realtà: la scomparsa della sinistra è un elemento politico di un grande rilievo ma anche una situazione che non trova riflesso nel paese», ha aggiunto Fini. «Dovremo interrogarci su quanto accaduto, soprattutto i militanti di sinistra».
«Ho sentito Berlusconi oggi, ma l’ho fatto anche nei giorni scorsi: circa l’accordo sui 12 ministri non vedo problema di sorta. La coalizione è più coesa che nel passato, un governo potremmo farlo anche domani», ha detro ancora Fini. «Non c’è stata nessuna emorragia di voti da An o Fi», ha proseguito Fini, specificando che «il risultato del Pdl va oltre la somma aritmetica dei voti di Fi ed An alle ultime politiche». Per questo, Fini si dice «molto soddisfatto dal risultato del Pdl: la scelta di fare un passo indietro per privilegiare un progetto politico è stata compresa dagli elettori».
Casini. «Il voto utile c’è stato. Ringraziamo tutti gli italiani che ci hanno sostenuto. In una situazione difficilissima abbiamo tenuto botta». Pier Ferdinando Casini, leader dell’Unione di centro commenta i primi risulati del voto e fa gli auguri a Berlusconi. «Il partito ha retto la “botta”, nonostante il forte appello al cosiddetto voto utile abbiamo ottenuto un risultato davvero utile…», ha aggiunto il leader dell’Udc.
«Abbiamo resistito bene. Abbiamo fatto un investimento sul futuro. Lavoreremo in parlamento con grande senso di responsabilita», ha affermato ancora Casini intervenendo a Matrix e confermando che l’Unione di Centro «sarà all’opposizione». Se il governo «farà dei provvedimenti opportuni non avrò esitazioni a votarli», ha però aggiunto il leader dell’Udc.
«La quota attorno al 6% alla Camera - ha osservato Casini - dimostra che il nostro popolo ci è rimasto fedele e che nel Paese resiste la voglia di un centro politico moderato. Di questi tempi, non essere stati schiacciati dal Pdl e dal Pd mi sembra davvero un risultato straordinario, che ha confermato il nostro insediamento nel Paese. Ora lo scettro ce l’ha Berlusconi: in bocca al lupo!».
«Auguri a Berlusconi e agli esponenti del Pdl e della Lega che governeranno. La parola dagli elettori passa agli eletti che hanno la maggioranza in parlamento. È bene che chi governa si assuma le responsabilità. Per quanto ci riguarda siamo sempre stati fedeli agli impegni presi con gli elettori». Casini conferma che non potrà dare la fiducia al governo: «No, voteremo contro».