MILANO - Dopo una mese di pausa torna il duello tra i due candidati democratici in vista delle elezioni presidenziali. Cresce l’attesa per le primarie in programma martedì in Pennsylvania, che in qualche modo rappresentano l’ultima spiaggia per Hillary Clinton, visto che l’ex First Lady ha sì un vantaggio di cinque punti su Barack Obama nei sondaggi, ma ha bisogno di una vittoria netta per continuare a sperare in un sorpasso nel numero di delegati alla Convention del Partito democratico di Denver.
SCAMBIO DI ATTACCHI PERSONALI - Le ultime ore di campagna elettorale hanno visto uno scambio di duri attacchi personali tra i due aspiranti alla Casa Bianca. Obama, in particolare, ha sferrato un’offensiva contro la rivale accusandola di essere prigioniera dell’establishment di Washington e manovrata dalle lobby. In un comizio il senatore afroamericano ha ammesso che a volte la sua campagna ha puntato su aspetti «negativi» della rivale: «Ci sono stati momenti - ha spiegato - in cui, stufi di essere sgomitati, si sono cominciate a restituire le gomitate».
INDECISI PER LA CLINTON - Gli elettori democratici indecisi fino all’Election day alla fine tendono a scegliere Hillary Clinton piuttosto che Barack Obama. È quanto emerge da un’analisi dei dati e degli exit poll delle primarie che si sono finora svolte, condotta da Usa Election Polls, citata dal Washington Times. «Arrivati al momento del voto, si rivolgono al candidato che ritengono sia più provato, la Clinton» ha spiegato il sondaggista Proloy Bhattacharyya, sottolineando che nelle primarie che si sono già svolte un 6 per cento in più di indecisi dell’ultima ora ha scelto Hillary. «Ed una grande percentuale di elettori democratici arrivano indecisi al momento del voto quest’anno» ha aggiunto.
FINANCIAL TIMES PUNTA SU OBAMA - Intanto il «Financial Times» si è schierato con Obama. In un editoriale il quotidiano della City ha invitato gli elettori del partito dell’asinello a sostenere il senatore dell’Illinois, non solo perché ha conquistato più delegati ma perché è effettivamente «il candidato migliore»: «Il Partito democratico aspetta da troppo tempo un politico come Obama, basta così». Per il «Ft» le differenze di programma tra i due aspiranti sono minime, ma in un duello giocato su «carattere, temperamento e identità», Obama è riuscito a convincere i democratici indecisi che lui è «più simpatico, più diretto e più degno di fiducia».
RACCOLTA DI FONDI - La raccolta fondi di Obama per il mese di marzo ha raggiunto quota 42,8 milioni di dollari. Non è il record di febbraio - i 55 milioni che avevano fatto del senatore dell’Illinois il candidato alle primarie che ha racimolato più soldi nella storia delle elezioni presidenziali americane - ma quello dello scorso mese è anch’esso un primato, in grado di surclassare i candidati del passato.