ROMA - Renato Schifani e’ stato eletto presidente del Senato con 178 voti, cioe’ 4 in piu’ di quelli di cui dispone la maggioranza di Pdl, Lega e Mpa che a Palazzo Madama puo’ contare su 174 senatori. Sono state 117 le schede bianche. Il quorum da raggiungere per l’elezione era di 162 voti.
L’elezione di Schifani alla presidenza del Senato e’ stata annunciata dall’aula, al raggiungimento dei 162 voti necessari, quando il presidente di turno Giulio Andreotti ha letto il nome del candidato del Pdl.
CAMERA: PRIMA FUMATA NERA PER ELEZIONE PRESIDENTE
Prima fumata nera nell’elezione del presidente della Camera. Nessun deputato ha raggiunto nel primo scrutinio il quorum richiesto dei due terzi dei componenti l’Assemblea, ovvero 420 voti.
L’unico ad ottenere voti in questo primo scrutinio e’ stato Gianfranco Fini: ma i 325 consensi da lui raccolti non sono stati sufficienti a essere eletti al primo colpo. Le schede bianche sono state 278, sei le nulle. Dodici i voti dispersi. Due voti erano andati a Emma Bonino, ma le schede sono state dichiarate nulle in quanto l’esponente radicale e’ senatrice e non deputata.
Un altro voto lo ha preso Mirko Tremaglia, il deputato piu’ anziano d’eta’; un altro l’appena eletto sindaco di Roma Gianni Alemanno; un altro rispettivamente l’eletto all’estero Franco Narducci e Franco Marantelli del Pd. Tranne quelli di Pdl e Lega, tutti gli altri deputati hanno votato scheda bianca. La prossima votazione, la seconda, si terra’ alle 15.
‘SARO’ GARANTE DI TUTTI ‘
Il presidente del Senato Renato Schifani, in un breve indirizzo di saluto all’assemblea, ha assicurato che il suo impegno prioritario lo portera’ a essere ”garante di tutti”. Schifani ha rivolto alle forze politiche l’invito ad attivare tutte ”le capacita’ di ascolto verso tutte le parti del Paese, anche verso le minoranze non presenti in Parlamento”.
BERLUSCONI, ‘LETTA SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA’
ROMA - ”C’e’ una sola persona indispensabile a Palazzo Chigi. Pensate sia Silvio Berlusconi? No, e’ Gianni Letta, che sara’ sottosegretario alla presidenza del Consiglio con tutte le deleghe. E’ lui che ha chiesto di non fare il vicepremier perche’ avrebbe potuto aiutarmi di meno. Non ci saranno vicepremier”. Lo ha detto Silvio Berlusconi entrando a Montecitorio per la seduta inaugurale della legislatura.
BERLUSCONI, GIURAMENTO TRA 9 E 10 MAGGIO
”Credo che faremo il giuramento tra il 9 e il 10 maggio”. Lo afferma il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, conversando con
i cronisti alla Camera, a chi gli chiede quale potesse essere la data per il giuramento del nuovo governo.
‘LAVOREREMO IN UNA SITUAZIONE DIFFICILE’
‘Mi sembra che ci sia stato un cambio dell’Italia che ci ha dato la responsabilita’ di governo. Abbiamo una responsabilita’ enorme, che ci onora, e che ci impensierisce perche’ la situazione e’ difficile, la piu’ difficile dal dopoguerra ad oggi”. Lo afferma il leader del
Pdl, Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti in Transatlantico.
A chi gli chiede un commento sugli ultimi dati della commissione europea in merito alla crescita dell’Italia, il
premier in pectore risponde: ”ho detto che la situazione e’ difficile ma cio’ non toglie che faremo di tutto per far tornare
l’Italia sul cammino dello sviluppo e toglierla dal cammino del declino dove l’aveva portata il mal governo”.
BOSSI, PENSO FARO’ MINISTRO RIFORME
ROMA - ”Penso di si”. Cosi’ Umberto Bossi ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se sara’ lui il futuro ministro per le riforme appena arrivato a Montecitorio.
NAPOLITANO: NUOVO GOVERNO NASCERA’ FRA POCHI GIORNI
(dell’inviato Alberto Spampinato)
BOLZANO - In visita a Bolzano, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che ormai la formazione del nuovo governo è questione di giorni, e ha rinviato al nuovo esecutivo per vedere quali proposte saranno avanzate per realizzare il federalismo fiscale per il quale, ha sottolineato, non basta il bricolage regionale, “ci vuole una legge nazionale”. Davanti all’entrata della Provincia Autonoma, il capo dello Stato ha trovato un gruppo di manifestanti pacificamente schierato dietro uno striscione con la scritta “Sud Tiroler Freiheit” inneggiante alla secessione. Il presidente della Provincia Luis Durnwalder li aveve appena assicurati che si sarebbe fatto portavoce presso Napolitano della loro richieste di graziare i cinque ex terroristi che vivono all’estero per non scontare le condanne all’ergastolo per gli attentati degli anni sessanta. Per loro ha risposto Napolitano, non c’é niente da fare, come ho già detto un anno fa a Vienna annunciando clemenza solo per chi non si è macchiato di reati di sangue. Quanto alle istanze di autonomia spinte fino alla separazione, Napolitano ha ammonito che le minoranze rischiano molto di più proprio negli stati monoetnici, come insegna la vicenda drammatica del Kossovo. La ricetta italiana della convivenza multietnica, disegnata dall’Assemblea Costituente e attuata con l’accordo De Gasperi-Gruber, era e resta valida e va difesa. Ciò non significa che lo Statuto Speciale non possa essere aggiornato, ha aggiunto, rispondendo a Durnwalder che ha prospettato queste esigenze anche per adeguare le esigenze di rappresentanza rafforzata delle minoranze. Dovete parlarne fra voi e trovare l’intesa innanzi tutto fra voi, con serenità, senza suscitare ansie o equivoci, ha detto Napolitano, assicurando la sua attenzione.
Allo stesso tempo ha ricordato che il suo dovere costituzionale è di tutelare l’unità nazionale e che l’autonomia di Trento e Bolzano non discende solo da esigenze locali, poiché si tratta di una regione di confine e tatto è vero che lo Statuto è tutelato da un Trattato Internazionale. Insomma, un equilibrio delicato che va trattato come tale. Napolitano ha invitato anche a guardare con realismo l’attuale autonomia, senza fermarsi a osservare solo le ombre, ma gli spazi che ha concesso, le risorse che ha creato, il benessere che ha diffuso. Tanto che oggi la provincia di Bolzano rappresenta un punto di eccellenza di cui andare fieri. La visita di Napolitano era molto attesa in questa terra di confine dove la convivenza fra gruppi etnici e linguistici diversi è una realtà forte e consolidata, ma ha sempre bisogno di alte rassicurazioni, che non restano inascoltate. Dopo due visite a Trento, il presidente aveva contratto un debito con Bolzano. Oggi lo ha pagato ed è stato ripagato con calore e simpatia.