Difetti nelle notifiche per alcuni imputati e la necessità di comporre un nuovo collegio giudicante hanno causato lo slittamento al 2 luglio del processo contro i 28 imputati per la gestione del ciclo di rifiuti in Campania, che vede accusati,tra gli altri, anche il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, gli ex vertici dell’Impregilo, del commissariato di governo per l’emergenza, e i responsabili degli impianti di Cdr. La decisione presa dal presidente del Collegio Clara Donzelli è stata inevitabile e la “falsa partenza” rischia di allungare notevolmente i tempi per la definizione della già complessa vicenda giudiziaria, costata finora ai magistrati della procura - i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo - anni di lavoro racchiuso ora in centinaia di faldoni.
Le notevoli lungaggini fanno temere da più parti la prescrizione di alcuni reati contestati favoreggiando così alcuni imputati. Rimarrebbero comunque in discussione la frode in pubbliche forniture, la truffa ai danni dello Stato, l’abuso d’ufficio, il falso e i reati ambientali. A giudicare dall’evolversi della prima fase del processo, di tempo nè occorrerà un bel pò, soprattutto in considerazione della mole di carte, del numero di imputati, delle parti civili (126 Comuni, oltre ad associazioni ambientaliste e di consumatori), e dell’esercito di testimoni indicati da accusa e difesa. I legali dell’Impregilo ad esempio, hanno indicato nella lista testimoni i nomi dei sindaci di tutti i comuni della Campania.
L’udienza di stamattina, ha dimostrato tutti i limiti strutturali e logistici del nuovo palazzo di Giustizia partenopeo, l’aula 220 si è rivelata assolutamente inadeguata ad accogliere circa duecento persone, tra giudici, avvocati, giornalisti e uomini delle forze dell’ordine. La maggior parte di questi è stata in piedi, dietro i banchi, in un caldo opprimente tanto da rendersi necessaria l’apertura delle porte. Il vociare della ”folla” ha spesso costretto il presidente a ordinare il silenzio e a invitare i legali a parlare al microfono. L’unico microfono che sembrava funzionare però, si è subito rotto, costringendo ciascun avvocato ad avvicinarsi fino a un metro dal banco dei giudici per esporre le proprie argomentazioni. Uno scenario abbastanza familiare agli addetti ai lavori del palazzo di giustizia napoletano, ma che ha lasciato allibiti tanti venuti da lontano, come un giornalista tedesco indotto inevitabilmente a un confronto con l’ordine e la compostezza dei tribunali in Germania.
Nonostante tutti gli inconvenienti, l’udienza è proseguita con le nuove richieste di costituzioni di parte civile. A tre nuovi enti locali (i comuni di Melito e di Portici, e la provincia di Napoli) si sono aggiunte alcune associazioni animaliste, le quali hanno anche chiesto il gratuito patrocinio a spese dello Stato. Si ripartirà così il 2 luglio in un’aula più capiente, come quella della Corte di Assise, poi ci sarà la pausa feriale e se ne riparlerà a settembre.
Per il momento le uniche novità riguardo possibili soluzioni della crisi potrebbero arrivare dalla prima seduta del Consiglio dei Ministri che si terrà mercoledi 21 a Napoli.
GIOVANNI ARBIA