Sul nucleare, il governo italiano non torna indietro. E l’incidente alla centrale di Krso in Slovenia non modifica la politica del nostro paese. A ribadirlo sono sia il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacolo, sia il suo collega per lo sviluppo economico Claudio Scajola.
”L’incidente alla centrale slovena di Krsko indica che gli impianti nucleari possono ovviamente registrare malfunzionamneti come ogni impianto costruito dall’ uomo - ha affermato Scajola, da Bucarest, dove ha incontrato il premier rumeno Tariceanu. “Tali impianti, ha pero’ sottolineato il ministro, hanno al proprio interno sistemi di sicurezza che consentono di far fronte agli incidenti in modo immediato contenendo le possibili conseguenze all’interno dello stesso impianto e minimizzando quindi ogni eventuale perdita di sostanze radioattive”. Il ministro ha aggiunto che la centrale di Krsko ”viene classificata come centrale nucleare di seconda generazione”’ e che le ”nuove centrali nucleari cosiddette di terza generazione hanno sistemi di sicurezza ancora piu’ evoluti e fanno ampio affidamento su elementi di sicurezza intrinseci che si attivano automaticamente senza richiedere l’intervento degli operatori”.
Circa la sicurezza delle centrali nucleari in Europa, ”ci adopereremo affinche’ l’Unione migliori il sistema europeo di norme, procedure e istituzioni attraverso una piu’ efficace azione di armonizzazione e coordinamento per garantire i piu’ elevati standard di sicurezza e di tutela dell’ambiente in tutti gli stati membri”. Infine, Scajola, ha ricordato che ”in Italia il costo dell’ energia elettrica e’ piu’ alto rispetto agli altri grandi paesi europei e che pertanto vi e’ un forte incentivo a importare dall’estero energia elettrica a basso costo”. Oggi, ha detto, ”importiamo quasi il 14% del nostro fabbisogno dalla Francia, dalla Svizzera e in piccola misura dalla Slovenia: si tratta di energia prodotta in gran parte con impianti nucleari”.
Che l’atomo sia una scelta indispensabile per l’Italia lo ha ribadito anche Stefania Prestigiacomo, impegnata a Lussemburgo nel Consiglio dei ministri europei dell’ambiente.
”Il nucleare non è l’unica soluzione, ma il petrolio non è la strada da seguire”, ha aggiunto, affermando che c’é in atto “un tentativo di creare allarmismo ingiustificato da parte di chi è contrario al nucleare”. Il governo italiano ha annunciato di essere pronto a tornare al nucleare, con la creazione di un primo gruppo di impianti entro il 2013. “Sappiamo che bisogna investire anche nelle energie rinnovabili, ma sappiamo che con i sistemi attuali queste potranno coprire solo il 10% del fabbisogno energetico nazionale”, ha aggiunto il ministro, assicurando che da parte dell’Italia ci sarà “un impegno per la ricerca per fare in modo che ci siano energie veramente alternative per il futuro”. Sull’incidente in Slovenia, Prestigiacomo ha riferito che l’Italia ha inviato i suoi tecnici e attivato le sicurezze di procedura. “L’incidente è chiuso”, ha affermato, ricordando che in apertura del Consiglio ambiente a Lussemburgo il ministro dell’ambiente sloveno ha spiegato che l’allarme è stato il frutto di un “errore di comunicazione” tra sistemi.
DI PIETRO: CONTRARI A 3A GENERAZIONE, MEGLIO EOLICA
“L’Italia dei Valori è contraria allo sviluppo del nucleare di terza generazione e preferisce che si guardi ad altri tipi di energia, come quella eolica”. Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro parlando della questione del nucleare anche dopo l’incidente alla centrale slovena. Riguardo a questo tipo di energia osserva: “ne parliamo quando troviamo un nucleare vero che non produca danni”.
LEGAMBIENTE, PAURA E’ STATA TANTA
”Non si puo’ negare che la paura e’ stata tanta e in base a quanto sostenuto dalle autorita’ italiane e slovene, sembrerebbe non esserci nessuna grave conseguenza. L’unica fuga che invece si e’ manifestata e’ quella dei nuclearisti dalla smania di commento a favore dell’atomo”. Lo afferma in comunicato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, a commento dell’incidente avvenuto ieri alla centrale nucleare di Krsko. ”Gli incidenti si ripetono ciclicamente - prosegue Cogliati Dezza - e quello che e’ accaduto ieri in Slovenia e’ l’ennesima dimostrazione che la sicurezza, quando parliamo di nucleare, non e’ mai certa. A questo problema vanno aggiunti tutti gli altri: smaltimento delle scorie, alti costi, approvvigionamento d’uranio e non ultimi i tempi per l’attuazione di un eventuale programma
nucleare”. ”Per l’Italia scegliere l’atomo oggi - aggiunge il presidente di Legambiente - significherebbe di fatto mettere una pietra tombale su qualsiasi prospettiva di riduzione delle emissioni che porterebbe a pesanti sanzioni per non aver rispettato il protocollo di Kyoto e l’accordo europeo che prevede al 2020, il 30% in meno di CO2, il 20% di produzione energetica da rinnovabili e il 20% di miglioramento dell’efficienza energetica”. Per Cogliati Dezza, infine, la strada da seguire e’ quella della ”diffusione delle energie pulite e dell’efficienza energetica”
SLOVENIA: UE, SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO MA E’ POLEMICA
La centrale nucleare di Krsko (Slovenia), fermata ieri dopo un guasto all’impianto di refrigerazione, riprenderà a funzionare martedì 10 giugno. Lo ha reso noto Predrag Sirola, direttore tecnico dell’ impianto. Sirola - in una conferenza stampa all’interno dell’impianto - ha anche precisato che nessun tecnico esterno è stato allertato per riparare il guasto. I pezzi di ricambio sono già tutti a disposizione dei tecnici della centrale.La situazione è sotto controllo: il giorno dopo l’incidente in Slovenia, a 130 chilometri da Trieste, l’Unione europea assicura che l’allarme è rientrato e respinge ogni accusa di sopravvalutazione di quanto accaduto. Da Lussemburgo, dove si trova per un Consiglio Ue, anche il ministro degli interni sloveno, Dragutin Mate, conferma che l’ incidente di ieri “non ha posto alcun tipo di problema”. “Le ultime informazioni che ho ricevuto stamani - ha spiegato - dicono che non c’é alcun problema e che non si è verificato alcun inquinamento dell’ambiente circostante la centrale nucleare. Tutto va bene - ha aggiunto - e la situazione è sotto controllo”.
Mate ha quindi precisato come il reattore al centro dell’incidente “é stato fermato solo per ragioni precauzionali”.”Non c’é stato un incidente, ma solo una fuga minore” di liquido di raffreddamento, ha sottolineato anche il ministro sloveno dell’ambiente Janez Podobnik, anch’egli a Lussemburgo per una riunione dei ministri Ue. C’é “stato troppo allarmismo”, ha spiegato, al suo arrivo al Consiglio, il ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo aggiungendo che è “tutto chiarito”. Ma il ministro austriaco Josep Proll si è mostrato critico per il modo “confuso” con cui è stata data l’informazione. Mentre in Italia le agenzie regionali per l’ambiente hanno reso noto di non aver rilevato sul territorio alcuna presenza di radioattività, Lubiana ha nel frattempo riconosciuto che l’Ente sloveno per la sicurezza nucleare ha commesso un errore nel dare l’allarme all’Ue sull’ incidente “classificandolo troppo presto come molto pericoloso”.
La Commissione europea, comunque, ha ritenuto che non ci sia stata alcuna sopravvalutazione. “Restiamo in contatto permanente con le autorità slovene, anche se la situazione è completamente sotto controllo”, ha detto il portavoce Ferran Tarradellas. “Non c’é stata nessuna sopravvalutazione né da parte delle autorità slovene, né da parte nostra” indipendentemente dall’entità dell’incidente, ha aggiunto il portavoce. “E’ positivo che le autorità slovene abbiano confermato puntualmente e tempestivamente”, ha precisato ancora Tarradellas spiegando “la Commissione che nel settore nucleare vuole portare avanti un discorso di trasparenza. Ma in apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo, in corso a Bruxelles, il capogruppo dei Verdi Monica Frassoni ha chiesto chiarezza: “Si tratta della prima volta - ha puntualizzato - che un’allerta di questo tipo viene resa nota”.