Ormai è un vero e proprio bollettino di guerra, che si aggiorna costantemente con una tragica frequenza.
Stamattina, nel giorno del lutto per la Sicilia che piange e si interroga sui sei operai morti nel depuratore di Mineo, si è consumata una nuova tragedia del lavoro.
Intorno alle 9, Domenico Cagnina, un operaio di 44 anni, è caduto da un’impalcatura morendo sul colpo a Termini Imerese, provincia di Palermo.
L’uomo, originario di Trabia, è precipitato da un’altezza di circa 3 metri. Lavorava alla centrale termoelettrica dell’Enel e insieme ad alcuni colleghi stava eseguendo lavori di manutenzione ai supporti meccanici. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
Al momento dell’incidente, da quanto si è saputo, sul posto c’era anche il figlio dell’operaio. A terra è stato trovato un casco, ma non è certo che l’uomo lo avesse addosso al momento della caduta.
Quasi contemporaneamente si è verificato un ulteriore incidente in Lombardia, che ha causato il decesso di ben tre persone. Il tragico evento si è verificato a Settimo Milanese, a poca distanza dal capoluogo lombardo: tre operai sono rimasti coinvolti nel crollo di un’impalcatura alta circa 20 metri mentre lavoravano in un cantiere edile in via Don Minzoni. Due di loro sono morti, mentre il terzo è in coma alla clinica Humanitas di Rozzano, alla periferia meridionale di Milano.