ROMA - “Il Garante per la protezione dei dati personali, anche con riferimento alle odierne notizie di stampa circa l’eventuale ricorso a forme di rilevazione anche biometriche (impronte digitali) estese pure ai minori, per finalità di identificazione o di censimento di comunità di nomadi, rilevando che tali modalità potrebbero coinvolgere delicati problemi di discriminazione che possono toccare anche la dignità delle persone e specialmente dei minori, ha deliberato di chiedere informazioni alle Autorità competenti e in particolare ai Prefetti di Roma, Milano e Napoli”. Lo dice una nota del Garante per la protezione dei dati personali.
MARONI, SU IMPRONTE A MINORI ANDREMO FINO IN FONDO
Sul rilevamento delle impronte digitali anche ai minori nomadi il Governo andrà fino in fondo, perché “questa è la strada giusta per garantire i diritti ai minori”, non si farà intimidire da “sterili polemiche politiche” e colpirà duramente chi utilizzerà i bambini per l’accattonaggio togliendo la patria podestà. E’ quello che ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, intervenendo a margine della prima conferenza programmatica dell’Anci, in corso a Roma.
“Io rifiuto l’idea - ha detto Maroni - che un paese civile possa accettare di vedere minori che vivono dividendo lo spazio con i topi, perché è questo che avviene nei campi nomadi. Tutti coloro che hanno protestato - dall’Unicef in giù - dicano se se la sentono di consentire che oggi in Italia in questi campi i bambini convivano con i topi. Mi chiedo - ha insistito Maroni - se questi sono i diritti dell’infanzia. Io voglio permettere che i bambini vivano una vita normale, in condizioni decenti, senza essere obbligati all’accattonaggio o a peggio ancora. Per ottenere questo - ha spiegato Maroni - come disse il ministro Bindi nel luglio 2007, occorre identificare tutti i minori, anche prendendo le impronte. Oggi Rosy Bindi, evidentemente, ha cambiato idea, io però ho preso spunto da quelle sue dichiarazioni e continuerò su quella strada perché la ritengo giusta”. Per Maroni, chi oggi polemizza si è dimenticato della situazione che in Italia “é drammatica; siamo tra i paesi più arretrati al mondo”. Il ministro ha quindi concluso invitando chi “esprime giudizi così radicali” a visitare i campi nomadi, “c’é da vergognarsi”.