FRANCOFORTE - La Bce scansa le critiche del mondo politico e tira dritto per la sua strada. Dopo un anno di quiete, Francoforte conferma le previsioni di mercato ed analisti e alza di un quarto di punto i tassi di interesse di Eurolandia. “Restano rischi al rialzo per l’inflazione nel medio periodo”, ribadisce il presidente, Jean-Claude Trichet, e allora ecco la prima stretta monetaria dal giugno 2007, che porta i tassi di riferimento dal 4% al 4,25%, valore record dall’agosto 2001. Un dato che allarga ancora di più la forbice dai tassi applicati in Usa, fermi al 2% dal 30 aprile scorso.
“I prezzi al consumo rimarranno alti per un periodo più lungo del previsto”, ha spiegato Trichet, e inizieranno a scendere “gradualmente solo nel 2009″. Il mercato ha però reagito bene alle parole del presidente dell’Eurotower, che ha sottolineato di “non aver preso alcun impegno preventivo” era infatti che la decisione odierna potesse rappresentare solo la prima di una serie di strette monetarie, come accaduto nel dicembre del 2005. L’assenza di orientamenti preventivi e il richiamo ai rischi per la crescita futura legati al prezzo di petrolio e alimentari, oltre che alle tensioni sui mercati finanziari, sembrano però aver convinto gli analisti che il rialzo odierno potrebbe essere l’unico del 2008. Trichet sottolinea infatti che petrolio e alimentari stanno “erodendo il potere di acquisto” dei cittadini europei, “aumentando i rischi sui prezzi nel medio termine”.
Attenzione anche sulle contrattazioni salariali, perché la Bce teme che possano produrre effetti negativi di secondo livello sull’inflazione. Per questi motivi, sebbene la decisione odierna sui tassi “aiuterà a raggiungere l’obiettivo fissato sull’inflazione”, Francoforte “continuerà a monitorare con attenzione tutti gli sviluppi”, pronta ad agire in caso di nuovi boom inflazionistici. Perché, sottolinea Trichet, “il nostro principale obiettivo è il mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio termine” ed è “imperativo” ancorare le aspettative al reale andamento dell’inflazione. L’inflazione prima di tutto, quindi, con buona pace per i governi di Eurolandia, con il presidente francese Nicolas Sarkozy in testa, che negli ultimi giorni avevano mandato più di un messaggio a Francoforte perché, oltre alla corsa dei prezzi, venisse considerato anche il rallentamento della crescita.
“La Bce è indipendente”, ha sottolineato Trichet, “e non ha bisogno di consigli esterni”. E anche a chi gli ha ricordato le critiche del premier spagnolo Jose Luis Zapatero, Trichet s’é limitato a rispondere che “facciamo quello che siamo fiduciosi possa produrre i risultati voluti”. Ad alcuni governi però Trichet non ha risparmiato una piccola stoccata. “Gli obiettivi di bilancio sono a rischio in diversi Paesi dell’area euro. Inoltre, il rischio che i deficit si avvicinino o superino il 3% del Pil è addirittura cresciuto”, ha sottolineato Trichet, ribadendo che “politiche fiscali solide sono essenziali alla stabilità delle finanze pubbliche ed al contenimento delle fluttuazioni cicliche dell’economia”.