TORINO - E’ morto questa mattina, in un incidente stradale alle porte di Torino, Andrea Pininfarina. Aveva 51 anni.
Pininfarina era presidente e amministratore delegato della storica carrozzeria torinese. Vicepresidente di Confindustria durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, attualmente era membro del consiglio direttivo. Nel 2005 era stato nominato Cavaliere del Lavoro.
Pininfarina era alla guida di una Vespa grigia metallizzata in via Torino, a Trofarello quando una Ford Fiesta rossa, guidata da Giuliano Salmi, 78 anni, lo ha travolto a circa due chilometri dalla sede dell’azienda di famiglia.
L’auto, che si e’ immessa su via Torino da una strada laterale - secondo la ricostruzione di un testimone - aveva la visuale parzialmente ostruita da un camion parcheggiato sul ciglio della strada e non si e’ accorto del sopraggiungere della moto. L’impatto e’ stato violento.
Sul posto sono intervenuti ambulanza ed elicottero del 118, ma e’ stato tutto inutile. Il cadavere dell’imprenditore e’ stato trasportato all’obitorio del cimitero di Chieri. L’investitore, sotto choc, e’ stato accompagnato all’ospedale di Moncalieri.
INVESTITORE: NON L’HO VISTO,ANDAVO PIANO
”Non l’ho visto, andavo piano e non l’ho proprio visto”. Sono le poche parole che Giuliano Salmi, il settantottenne che questa mattina ha investito Pininfarina, ha detto alla figlia accorsa sul posto. L’uomo, trasportato sotto choc all’ospedale di Moncalieri, era da poco uscito da casa per andare a fare la spesa. Chi lo conosce lo definisce come una persona prudente che negli ultimi tempi preferiva andare a piedi piuttosto che prendere la macchina.
TITOLO SOSPESO AL RIALZO IN BORSA
Il titolo Pininfarina e’ sospeso per eccesso di rialzo in Piazza Affari, facendo segnare in pre-apertura un prezzo di 6,6 euro, l’11,44% in piu’ rispetto alla chiusura di ieri.
UNA VITA PER LA FAMIGLIA E L’AUTO
Andrea Pininfarina, che aveva compiuto il 26 giugno 51 anni, era il secondogenito del senatore a vita Sergio Pininfarina. Coniugato con Cristina Pollion di Persano, lascia tre figli: Benedetta, Sergio e Luca. Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino nel 1981, inizia la sua attivita’ lavorativa negli Stati Uniti, alla Fruehauf di Detroit (rimorchi per autocarri). Per qualche mese lavora per l’azienda paterna nell’ambito della Fiat Motors North America e ritorna poi a Grugliasco per assumere il coordinamento del progetto Cadillac Allante’.
Esponente della terza generazione della famiglia, il suo ruolo ai vertici della Pininfarina comincia a delinearsi nel 1987 quando viene cooptato dal padre Sergio, a 30 anni, nella direzione generale della parte industriale. Con lui in azienda lavorano anche i fratelli, Paolo e Lorenza. Nel 1988 viene nominato direttore generale, nel ‘91 amministratore delegato della Pininfarina Deutschland GmbH, nel ‘94 amministratore delegato dell’azienda. Nel ‘96 e’ presidente dell’Amma torinese. Guida anche la Federmeccanica e l’Unione Industriale di Torino.
Negli ultimi anni, pur non rinunciando del tutto ai ruoli associativi, aveva messo al primo posto l’impegno in azienda. E per il suo rilancio aveva stretto accordi con il francese Vincent Bollore’ per entrare nel settore delle auto elettriche, ma anche con l’indiano Ratan Tata e con gli industriali Alberto Bombassei, numero uno della Brembo, Piero Ferrari, figlio del fondatore della casa modenese e la famiglia Marsiaj, altro nome di rilievo nella componentistica auto mondiale.