ROMA - Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, conferma la contrarietà della Lega alla concessione al diritto di voto agli immigrati. «La Lega è sempre stata nettamente contraria e confermiamo la nostra contrarietà - dice il ministro in una conferenza stampa dopo un incontro con il sindaco di Verona, Flavio Tosi - Non credo che questa iniziativa vada avanti non è all’ordine del giorno».
L’APERTURA DI FINI - La presa di posizione di Maroni arriva dopo l’apertura del presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla proposta del segretario del Pd, Walter Veltroni. «Concedere il diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati, a certe condizioni, non è un’ipotesi sciagurata né un’idea criminale», aveva detto Fini, suscitando però i malumori di molti alleati del Pdl. Già in passato Fini aveva ipotizzato la concessione del diritto di essere parte attiva, per gli immigrati in regola e in Italia da un congruo numero di anni, nel processo di elezione degli enti locali.
LO STOP DI BERLUSCONI - Ma i malumori scatenati dall’apertura di Fini hanno indotto lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ad intervenire sul tema. L’ipotesi di concedere il voto agli immigrati, secondo il permier, sarebbe solamente «un parere» di Gianfranco Fini, una posizione personale non presente nel programma della Pdl. La proposta, ha spiegato il capo del Pdl «non è nel nostro programma e io credo che il presidente Fini abbia espresso un suo parere, ma non mi risulta che anche da parte di esponenti importanti di Anci sia all’ordine del giorno del Parlamento un intervento di legge».