PORT-AU-PRINCE - E’ salito ad almeno 136 il numero complessivo dei morti accertati ad Haiti a causa del passaggio della tempesta tropicale Hanna, diretta adesso verso il Sud-Est degli Stati Uniti e sempre in procinto di trasformarsi in uragano. Haiti, ancora parzialmente sotto le acque, teme ora l’arrivo dell’uragano Ike, di categoria 4, in arrivo dalle Piccole Antille, e che gli esperti considerano ancora più pericoloso delle precedenti, Gustav compreso.
L’isola caraibica, uno dei paesi più poveri del mondo, nelle scorse settimane è già stata investita da due uragani: Gustav, che 10 giorni fa ha provocato 77 morti, e Fay, che due settimane orsono aveva ucciso una quarantina di haitiani.
Il nuovo bilancio delle vittime nel piccolo Paese caraibico è stato fornito da Alta Jean-Baptiste, direttrice della locale Protezione Civile, che ha anche precisato come i morti si contino soprattutto nel nord del territorio nazionale: 102 in tutto, circa l’80 per cento, con il picco raggiunto a Gonaives, il secondo centro haitiano per importanza, dove sono stati costretti all’evacuazione diverse migliaia di abitanti su una popolazione globale di trecentomila anime.
La città rimane in larga parte sott’acqua a causa delle piogge torrenziali, che nel circondario hanno imposto lo sgombero di ulteriori diecimila sfollati, minacciati da frane e smottamenti. Il Senato di Port-au-Prince ha sollecitato il governo a proclamare lo stato di emergenza umanitaria, mentre uno dei membri della camera alta, Yuri Latortue, ha definito la situazione “catastrofica”: secondo il senatore, che in Parlamento rappresenta proprio Gonaives, due terzi degli abitanti “non hanno mangiato negli ultimi tre giorni”, e si rischia dunque una moria persino peggiore provocata dalla fame.
Le devastazioni dovute ad ‘Hanna’ evocano ormai lo spettro di ‘Jeanne’, un uragano che nel 2004 seminò tremila morti solo nella stessa area.