La Guardia di Finanza ha acquisito i fascicoli riguardanti gli ultimi dieci anni di bilanci consolidati. L’operazione è stata disposta dalla Procura di Roma ed è “un atto dovuto” dopo la procedura di insolvenza, mirato a ricostruire struttura aziendale, rapporti con i fornitori e pagamenti.
Il previsto vertice tra le 9 sigle sindacali dei dipendenti Alitalia “è saltato”, fanno sapere in tarda mattinata fonti sindacali. Le 9 sigle continueranno a lavorare autonomamente e a breve
dovrebbe essere convocato un nuovo vertice intersindacale già oggi o domani mattina. Ma altre fonti sono meno ottimistiche: i vertici delle quattro confederazioni, ieri sera, hanno lasciato il confronto con il governo chiedendo tempo ma al momento non c’è stata ancora la disponibilità della Cai ad andare oltre la giornata di giovedì.
In questa situazione, spiegano le stesse fonti, non c’è materialmente il tempo per elaborare una posizione comune e aprire il confronto con la Cai. E tuttavia, i contatti fra le parti continuano, con l’interessamento di Palazzo Chigi, per cercare di ottenere più tempo, soprattutto per arrivare ad un’intesa sul nuovo contratto di lavoro dei dipendenti che entreranno nella nuova compagnia di bandiera.
Il nodo degli esuberi
“Per la manutenzione pesante e ordinaria auspichiamo che entrino nella società partecipata dalla nuova Alitalia anche Fintecna e Finmeccanica, oltre a qualche altro imprenditore”, rivela intanto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni entrando in merito della ricollocazione dei dipendenti coinvolti nella vicenda Alitalia.
Bonanni ha spiegato inoltre che “oltre ai più di 3.000 esuberi considerati e sostenuti con ammortizzatori sociali molto robusti, oltre a quelli che salviamo direttamente con Alitalia, abbiamo organizzato un accordo per i lavoratori del servizio cargo, attraverso una società nuova partecipata pero’ anche dalla nuova Alitalia”.
Secondo il leader della Cisl, il conto totale dei lavoratori è quindi così organizzato: “Oltre ai 3.000 esuberi, più quelli assunti da queste aziende che hanno commesse pattuite e sono
partecipate dalla nuova Alitalia ci sono gli oltre 13mila che rimangono nella nuova Alitalia”. Dunque 1.000 lavoratori in più, spiega sempre Bonanni, “abbiamo incluso anche i 350 carrellisti
della manutenzione leggera e gli amministrativi dei call center”.
Neanche i piloti vogliono il fallimento
Bonanni ha aggiunto che “siamo ormai alla definizione di tutto”. Ciò che ancora manca è “la struttura ordinaria del contratto, quello su cui c’è molto contenzioso” e che si riferisce alla “normativa che sovraintende al rapporto tra azienda e lavoratore”. Su questo fronte, secondo Bonanni, “il lavoro è reso difficile da un clima infuocato da polemiche politiche e talvolta anche da forzature in moltissimi casi sia da parte del governo, sia da parte dell’azienda, sia da singole
aree del mondo sindacale”. Bonanni ha poi aggiunto che “come tutte le buone vertenze alla fine tutto avra’ un buon esito”.
Angeletti: ci siamo quasi
C’è una “buona percentuale” che sindacati, Governo e Cai trovino l’accordo per il salvataggio
di Alitalia, “ma non il 100%”, ha detto il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, a margine della conferenza nazionale organizzativa del sindacato. ”Non so - ha aggiunto Angeletti - se giovedì sarà l’ultima chiamata. Ne ho sentite molte di ultime chiamate e sono un po’ scettico”. “Credo, piuttosto, che ci sia la necessità di pensare all’interesse dell’azienda e dei lavoratori. In
questo sta l’assunzione di responsabilità: trovare le migliori soluzioni possibili per evitare il tracollo dell’Alitalia”. Secondo il segretario generale della Uil, inoltre, “la soluzione che si prospetta in alternativa al fallimento è forse modesta dal punto di vista industriale e della
configurazione della nuova azienda. Si richiedono cambiamenti radicali nella vita di migliaia di lavoratori. Cambiamenti che si richiedono in pochi giorni. Ma - ha sottolineato -
non ci sono alternative”. Se invece l’accordo non si farà “vedremo di chi sarà la
colpa. Berlusconi dice che se non si chiude è colpa dei sindacati? Allora vuol dire che se ci sarà l’accordo sarà per merito nostro. Una cosa è certa - ha concluso Angeletti - mettere d’accordo nove sigle sindacali è un miracolo”.
Sindacati confederali e Ugl confermano la condivisione dell’accordo quadro
A confronto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil) e Renata Polverini (Ugl) hanno confermato la “condivisione” dell’accordo quadro sul piano industriale e si sono detti pronti a proseguire il negoziato sui contratti delle categorie. Una trattativa che pero’ deve poter andare avanti senza che siano imposte nuovamente scadenze ultimative.
La soluzione che si prospetta per Alitalia “e’ forse modesta dal punto di vista industriale e della configurazione della nuova azienda, pero’ non ci sono alternative”, ha affermato il segretario generale della Uil Angeletti.
Anpac: posizioni ancora lontane
Il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, non scommette sul fallimento di Alitalia ma “punta piu’ sull’accordo” anche se, precisa, “le posizioni sono ancora lontane e speriamo ci sia buonsenso da parte di tutti”. Intervistato a Panorama del giorno, in onda su Canale 5, Berti, dopo che ieri il governo ha ricevuto le associazioni degli autonomi, ha spiegato che i piloti stanno lavorando contro il fallimento. In merito alla convocazione di ieri e ad un’eventuale apertura Berti ha spiegato che “l’apertura non c’e’. C’e’ stata una discussione, sono state messe sul tavolo una serie di questioni in particolare la gestione di quello che potrebbe essere il numero degli esuberi, abbiamo riconfermato alcune perplessita’ sul piano industriale giustificate da analisi tecniche. Quindi se possiamo parlare di apertura e’ stata una apertura soprattutto sul metodo di lavoro che si sta ricomponendo con un metodo tradizionale che come sempre ha poi portato a soluzioni”.
Prevista una riunione tra le parti entro domani o giovedi’
Entro domani o giovedi’ tutte le nove sigle sindacali e Cai si riuniranno attorno allo stesso tavolo con il governo. Stasera il Governo ascoltera’ gli assistenti di volo.
Berlusconi: le responsabilità di un eventuale fallimento saranno dei sindacati
Per il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi le responsabilità di un eventuale fallimento della trattativa sono da attribuirsi ai sindacati e in particolare alla CGIL.
Da Lufthansa segnali negativi
Da Lufthansa, intanto, arriva un primo segnale negativo: Alitalia è un “partner interessante, ma non nella situazione attuale, a causa della sua pessima situazione economica”, dice il portavoce della compagnia tedesca, Thomas Jachnow, replicando indirettamente al premier Berlusconi,
che ieri aveva definito Lufthansa “partner ideale” di Alitalia. ”Non commentiamo mai dichiarazioni di questo tipo. In merito alle parole del premier Berlusconi l’unica cosa che possiamo dire è ‘no comment”‘, spiega Jachnow, che però, subito dopo, precisa: “Alitalia e’ un partner interessante per noi, ma non nella situazione attuale, a causa della pessima situazione
economica della stessa Alitalia”.