«Il leader del Pd aveva cominciato bene», ma «nei fatti» si è dimostrato «del tutto inesistente», perché i democratici «hanno scelto la stessa linea e i vecchi vizi della loro provenienza storica». È un attacco frontale quello del premier Silvio Berlusconi, parlando al comitato costituente del Pdl al Tempio di Adriano in piazza di Pietra a Roma, verso il leader del maggior partito d’opposizione.
Dopo il discorso pronunciato da Veltroni alla Summer School dei giovani democratici che metteva l’accento sulle critiche alla politica del governo che penalizza i ceti sociali più deboli, Berlusconi punta dritto ad affossare qualsiasi possibilità di riallacciare un dialogo tra i due schieramenti. E infatti dichiara: «Dimentichiamo ogni speranza di poter collaborare con loro, dovrà passare ancora un’altra generazione». «La sinistra - così chiama l’opposizione - ha scelto la vecchia linea e i vecchi vizi della loro provenienza storica, dovrà passare un’altra generazione» prima di poter dialogare, perché i protagonisti di oggi «sono posseduti da invidia e odio di classe». Anche se la prima accusa a veltroni resta quella diaver preso «a rincorrere Di Pietro».
Non c’è nessun accenno al tema delle riforme - compresa quella della legge elettorale per le europee rilanciata in mattinata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito - anche perchè i numeri per far passare a maggioranza qualsiasi modifica ci sono, basta rimanere incuranti dei moniti del presidente Giorgio Napolitano sulla necessità di riforme condivise.
E Berlusconi, confortato evidentemente anche dagli ultimi sondaggi dell’istituto di Nicola Piepoli che danno la sua popolarità salda e non in calo, si sbilancia anche in previsioni: «Questa sinistra non andrà al governo per i prossimi 10-15 anni».
«Le dichiarazioni di Berlusconi e di altri esponenti della destra sono gravissime politicamente e offensive sul piano personale -osserva il coordinatore del Pd Goffredo Bettini-. Si attacca veltroni in modo virulento per coprire i fallimenti del governo».
In particolare Bettini rfa riferimento all’Alitalia che, dice «è nel caos dopo che la destra nei mesi passati ha affossato l`intesa con Air France, che avrebbe mille volte di più tutelato l`azienda ed i lavoratori». «La verità - continua Bettini - è che ogni loro promessa ancora una volta sta risultando vana: le tasse sono aumentate, il caro-vita non è sotto controllo, nulla è stato deciso per una ripresa dell’economia, mentre pagano in modo intollerabile i giovani, i pensionati, i salariati e tutti coloro che vivono con un reddito fisso. Sono nervosi, non solo perchè il Pd è bene in campo, altro che inesistente!, ma perchè la sua opposizione sta mordendo e convincendo, come si vedrà -conclude Bettini- nella grande anifestazione di popolo del 25 ottobre a Roma».
«Se siamo così inesistenti perchè attaccarci continuamente? - fa notare Anna Finocchiaro del Pd- È un gioco vecchio che sa di debolezza». La sua valutazione è che «stiamo assistendo davvero ad uno spettacolo paradossale. Perchè un Presidente del Consiglio, con un consenso che raggiunge ormai il 110% e che sta costruendo, attraverso un processo profondamente democratico, un grande partito attraverso riunioni di 45 minuti buone solo per i Tg, sente di attaccare frontalmente Veltroni e il Pd? Evidentemente perchè egli stesso ha paura che sotto il vestito non ci sia niente». La capogruppo Pd a Palazzo Madama sostiene che «la realtà è che siamo di fronte a un governo che discute una manovra finanziaria di 34 miliardi in un una riunione di 10 minuti, che considera il Parlamento un luogo dove bisogna solo timbrare la volontà di Berlusconi; che sta sfasciando la Scuola con decisioni tali che preoccupano tutte le famiglie italiane, che sta gestendo la vicenda Alitalia al limite dell’irresponsabilità. Per non parlare dei temi della giustizia, della sicurezza e del fantomatico federalismo fiscale finora buono solo per i riti della Lega sul Po».
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