«Quello chè è successo con Air France è esattamento quello che sta accadendo ora. Dopo che tutto era deciso, la Cgil e il sindacato dei piloti hanno chiesto di ricominciare da capo, chiedendo cose che nessuna compagnia al mondo potrebbe accettare: ovvero di gestirsi da soli, bypassando amministratori e manager della società». L’auspicio è che ci sia un «ravvedimento da parte di coloro che hanno posizioni irrazionali».
Se poi ai piloti l’offerta della Cai non piace «è un problema loro che non tocca il governo» dice fuori dai denti il premier.
«Mi meraviglio che piloti, assistenti di volo e sindacati non capiscano che non c’è altra soluzione se non quella dei 16 imprenditori e della loro offerta. Chi si oppone non ha la consapevolezza di cosa sta andando incontro». Il premier ha quindi ribadito che se non ci sarà un ripensamento da parte delle sigle sindacali, l’unica strada è il fallimento «perchè non ci sono margini per cambiare le trattative, nè ci sono compagnie straniere interessate». Berlusconi ha anche ribadito l’impossibilità di far ricorso alla nazionalizzazione dell’Alitalia «perché l’Europa a queste condizioni non lo consente». Berlusconi ha anche commentato le scene di esultanza di un gruppo di impiegati Alitalia che ha accompagnato l’annuncio del ritiro della Cai dal progetto di salvataggio. «Credo sia un immagine che non sia piaciuta in generale. Non credo sia piaciuta alla grandissima parte degli italiani. È evidente che chi ha esultato non si rende conto di quale sia la realtà attuale dell’azienda. Sono suggestionati dalla propaganda dei giornali e dagli esponenti della sinistra».
Anche il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola punta il dito contro la Cgil e il sindacato dei piloti. «Il ritiro della cordata di imprenditori è stato causato dalla rigidità delle sigle sindacali e ci sta facendo precipitare in un baratro. Mi auguro ancora che il segnale dato dall’Anpav possa essere seguito anche dagli altri». Scajola ha poi ribadito la drammaticità della situazione: «L’ossigeno è poco, le risorse sono limitate a pochi giorni. L’offerta è stata ritirata e per legge il commissario deve procedere alla liquidazione dell’azienda». Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, mette in chiaro che «qualsiasi cosa succeda l’Alitalia non sarà mai più una società pubblica».
Per il capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri «solo un gesto di estrema disponibilità da parte della Cai potrebbe evitare il fallimento. Ma occorre anche che la Cgil smetta i panni dell’irresponsabile politica di sinistra e torni a fare gli interessi dei lavoratori».
Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto mette il segretario generale della Cgil nell’angolo. «Epifani, dopo essere stato determinante a distruggere l’unica soluzione sul tappeto in grado di evitare il fallimento dell’Alitalia, adesso, davanti all’opinione pubblica, non può pensare di fare il furbo per cancellare le tracce di questo disastro. Infatti, nessuno può pensare che abbia qualche credibilità la proposta di ricominciare da capo come se non fosse successo nulla». Cicchitto quindi ricorda che «l’unica strada è quella dell’intesa realizzata qualche giorno fa tra Cai ed alcune organizzazioni sindacali».