ROMA - Il confronto su Alitalia prosegue. Almeno tra Cai e governo. Il presidente e l’amministratore delegato di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, sono stati ricevuti a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Il colloquio è durato circa un’ora. L’incontro ha portato a ulteriori «passi avanti», spiegano fonti governative, nella trattativa.
SACCONI - Più ottimista rispetto ai giorni scorsi anche Maurizio Sacconi: «Il buon senso si sta facendo strada in tutti» afferma il ministro del Welfare. Sui margini di manovra il ministro non si sbilancia, ma sorride: «Eppur si muove…». Anche per il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, la trattativa potrebbe sbloccarsi: «Parlare di ottimismo è un po’ troppo, dire che si sono riaperte le speranze invece sì. Non credo però che il piano industriale possa essere toccato. È un piano che richiede sacrifici oggi ma ha prospettive in futuro».
BONANNI - Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intravede segnali di distensione nel «fronte del no». «Vedo che chi è in ritardo sta cercando di riallinearsi - spiega - e spero sia così, perché le ore passano e ci si avvicina alla data non della trattativa ma del fallimento». Lo stesso Bonanni non lesina critiche: «Un fallimento è ciò a cui taluni mirano consapevolmente o inconsapevolmente». Riguardo poi al partner straniero, Bonanni si dice convinto che la partita sia ormai chiusa: «Ho la sensazione che l’accordo con il partner straniero ci sia e che l’abbiano fatto già dal primo momento». In tema di partner, Bonanni ha confermato la sua preferenza per Lufthansa: «Per me è sempre auspicabile la presenza dei tedeschi, ovviamente con un vincolo di non scalabilità, per questo abbiamo ottenuto che la loro sia una presenza non dominante ma utile come alleanza commerciale».
ANGELETTI - È invece pessimista il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: «Non si è mosso nulla di concreto, la realtà è molto più cruda di quella rappresentata. Si sta cercando di fare di tutto per evitare un esito catastrofico, però io non sono molto ottimista». Angeletti accusa la politica: «Va bene per i grandi schemi di politica economica, ma su come gestire una azienda può fare solo disastri, come all’Alitalia».
EPIFANI - Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, avverte: «Non ci si può escludere». «La vertenza Alitalia - spiega - sta diventando un dramma nazionale che esaurisce tutti gli altri problemi sindacali. Queste sono ore decisive ma c’è bisogno che si capisca che se si vuol fare qualcosa senza la Cgil non ci si riesce».
LUFTHANSA - E intanto, a proposito di contatti con l’esecutivo italiano, Lufthansa preferisce non rispondere: «Non rilasciamo dichiarazioni in merito a questo argomento. Non commentiamo gli ultimi sviluppi della situazione» afferma Claudia Lange, portavoce della compagnia. Lange non smentisce però un interesse per Alitalia. «Ovviamente stiamo osservando attentamente la situazione perché per noi il mercato italiano è tra i più interessanti», ha spiegato la portavoce ad Affaritaliani.it, aggiungendo: «Non posso dire nulla sugli ultimi sviluppi».ASSEMBLEA - All’aeroporto di -Fiumicino ha preso il via alle 10,40 l’assemblea del personale Alitalia convocata da Cisl, Uil e Ugl, durante la quale si sono registrati lo sfogo e l’esasperazione di un gruppo di alcune decine di stagionali e precari, che avevano preso posto alle prime file issando cartelli con le scritte: «Meglio un uovo oggi che una gallina domani», «L’Alitalia siamo noi», «Quale futuro per i precari?». Il gruppo, scandendo slogan come «Che fine fanno gli stagionali? Dovete parlare di lavoro», ha interrotto a più riprese gli interventi dei sindacalisti Genovesi (Cisl) e Veneziani (Uil), reclamando attenzione e fatti concreti sulla loro sorte. Intanto, dinanzi al Varco Equipaggi continua il presidio delle sigle sindacali che non hanno firmato l’intesa.