ROMA - Fronte comune di Veltroni e Casini sul mantenimento del voto di preferenza per le prossime elezioni europee. Il segretario del Partito Democratico ha scritto una lettera al leader dell’Udc, che questa mattina ha anche incontrato alla Camera dei Deputati, annunciando che sosterrà la campagna promossa dal partito di Casini.
“Sono certo che le forze di opposizione potranno, insieme, farne una questione di civiltà politica e di qualità della nostra vita democratica”, scrive Walter Veltroni a Pier Ferdinando Casini, aggiungendo di essere “pienamente d’accordo con te e con la linea del tuo partito sul fatto che il meccanismo della preferenza vada mantenuto”. “Considero antidemocratico - scrive Veltroni - infatti, privare i cittadini - oltre che del diritto di scegliere i propri rappresentanti alla Camera e al Senato, venuto meno con la legge Calderoli approvata dalla maggioranza di centro-destra prima delle politiche 2006 - anche del diritto di designare con la preferenza coloro che li rappresenteranno in sede europea”. Così come, aggiunge il leader Pd, “voglio ancora ribadirlo, il Pd è fortemente contrario alla linea della maggioranza di introdurre quelle soglie di sbarramento che finirebbero per impedire la rappresentanza di forze politiche che hanno una presenza significativa nella società”.
“Non sono mai stato - ricorda Veltroni - un sostenitore in assoluto del sistema delle preferenze, sistema che a volte ha portato con sè forme di voto di scambio e di clientelismo assai negative. Anche per questo nell’ormai lontano 1991 sostenni, come sai, il referendum che le abolì e che condusse a quella unica. Ho sempre creduto, infatti, che nel momento del voto lo ’scettro’ dovesse essere pienamente nelle mani dei cittadini, liberi di scegliere chi dovesse governarli e per l’appunto i propri rappresentanti in Parlamento”.
Perciò, prosegue, “credo con coerenza, ho nel corso degli anni sempre sostenuto le riforme e i referendum elettorali in senso maggioritario e ho visto nei collegi uninominali esattamente la possibilità, data ai cittadini, di scegliere direttamente i deputati e i senatori ritenuti i più preparati e adatti a rappresentare il proprio territorio, la propria comunità”. Per il segretario Pd, “questo meccanismo deve essere preceduto da trasparenti elezioni primarie per la selezione dei candidati” ma “la legge Calderoli, insieme agli altri suoi difetti, ha fatto venir meno questo fondamentale diritto, consegnando di fatto alle segreterie dei partiti il potere di formare le liste”.
“Silvio Berlusconi e Forza Italia - attacca Veltroni - in particolare, vogliono introdurre questo potere alle europee per timore che, con le preferenze, i candidati di questo partito siano penalizzati rispetto a quelli di altri partiti come An.
Togliere ancora questo potere ai cittadini, anche alle elezioni europee, eliminando il voto di preferenza per piccoli interessi di partito sarebbe, a mio avviso, un ulteriore elemento di indebolimento della nostra democrazia, e temo accentuerebbe quel distacco degli italiani dalla politica e dalle istituzioni che già oggi è fin troppo profondo e preoccupante”.