AREZZO - Luigi Spaccarotella, l’agente della Polstrada di Arezzo accusato di omicidio volontario per l’uccisione di Gabriele Sandri, non sarà in aula per la prima udienza preliminare per evitare contatti con la tifoseria laziale. Durante il dibattimento il suo legale ha inoltre definito inaffidabili le testimonianze raccolte finora
Le minacce. Il legale di Spaccarotella ha spiegato di temere per l’incolumità dell’assistito, sostenendo che all’udienza in programma questa mattina ad Arezzo è attesa la presenza di gruppi di ultras. Spaccarotella nei giorni scorsi avrebbe ricevuto inoltre una serie di segnali “che possono far pensare a un pericolo concreto”. L’avvocato Giampiero Renzo si è rifiutato però di chiarire se Spaccarotella abbia ricevuto minacce dirette. “Non lo posso dire - ha risposto - ma basta vedere i manifesti e le scritte che ci sono a Roma. Comunque noi non abbiamo presentato denunce”.
L’avvocato Renzi ha poi aggiunto di essere rattristato per l’assenza dell’agente in aula “perché speravo che il giudice potesse vederlo in faccia, potesse vedere il suo sguardo che dall’11 novembre non è più lo stesso”. Tesi sostenuta anche dall’altro legale, Francesco Molino per il quale il suo cliente è “distrutto da una serie di cavolate che si sono dette come l’accusa di omicidio intenzionale”. Fino ad oggi nessuna immagine di Spaccarotella, neppure d’archivio, è stata mai diffusa o pubblicata da stampa e tv.
Il processo. Durante l’udienza preliminare i legali dell’imputato chiederanno il rito abbreviato condizionato ad una perizia di parte che verifichi la posizione dei testimoni. Le dichiarazioni di chi ha visto lo svolgersi della vicenda non convincono la difesa. “I testimoni sono totalmente inaffidabili - ha dichiarato Renzo - Ci sono persone che vogliono far credere che la luna non esiste. Fuori dal tribunale sono sicurissimi di aver visto qualcosa e poi quando vengono sentiti tutto cambia”.
La famiglia. All’udienza preliminare è presente tutta la famiglia Sandri. “Sappiamo che è un processo limpido e non abbiamo paura di nessuna sorpresa” ha dichiarato il fratello Cristiano. La signora Daniela, madre di Gabriele, tra le lacrime ha commentato l’assenza di Spaccarotella: “Non ha importanza, anche se gli danno 100 anni mio figlio non torna”.
I tifosi. Fuori dall’aula si sono radunati una ventina tra tifosi laziali, amici e conoscenti della vittima che hanno esposto due striscioni in cui chiedono “Giustizia per Gabriele”.
L’omicidio. I fatti al centro dell’udienza preliminare risalgono allo scorso 11 novembre, quando Spaccarotella per sedare una rissa tra tifosi scoppiata all’autogrill Badia al Pino, esplose dei colpi di pistola dalla carreggiata dell’Autosole opposta a quella in cui viaggiava l’automobile che stava portando Gabriele Sandri allo stadio di San Siro per la partita tra Inter e Lazio. Uno dei proietti colpì il ragazzo al collo, uccidendolo.
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