A tre settimane dal voto per la Casa Bianca, continua a crescere il vantaggio del candidato democratico Barack Obama su quello repubblicano John McCain. Secondo l’ultimo sondaggio nazionale condotto per conto di CBS/New York Times, Obama è ora 14 punti avanti rispetto a McCain, 53-39. Nel precedente sondaggio CBS/New York Times, condotto il 6 ottobre scorso, il vantaggio di Obama su McCain era di 11 punti.
Le mappe amare per i Repubblicani
Poiché, però, il voto delle presidenziali Usa si articola stato per stato è forse più significativo, e preoccupante per i Repubblicani, il sondaggio del Wall Street Journal che dà Barack Obama in vantaggio in quattro Stati-chiave: Colorado, Michigan, Minnesota e Wisconsin. A far sorridere i Democratici, il calo di consensi del terzo incomodo, Ralph Nader, intorno al 2%. Circa il 4% gli elettori che si professano ancora indecisi.
Sulla mappa elettorale i Repubblicani vedono aprirsi continue falle, con il West che volge le spalle a McCain (Colorado e New Mexico) e perfino il solido Sud che indica segni di cedimento in Virginia, North Carolina, Florida e Georgia.
Gop tormentato
Nel partito di McCain insomma si delinea l’incubo che potrebbe salutare la fine dell’era Bush: una valanga democratica che si estenda dalle elezioni presidenziali a quelle del Congresso. Nelle fila repubblicane in molti rinfacciano a McCain di aver cambiato troppo spesso messaggio nella campagna e di non averne trovato uno chiaro e decisivo. Prima è stata la volta del ‘maverick’, il cane sciolto della politica, il fustigatore della burocrazia di Washington. Poi è venuta la scelta di Sarah Palin: premiante con la base, molto meno con l’establishment del partito. Infine, la faticosa ricerca di una posizione precisa sulla crisi economica. E ancora, gli attacchi personali a Obama, “amico di terroristi”, seguiti da una frenata quando la base repubblicana ha cominciato a mandar segni di intolleranza.
In questo quadro si inserisce il terzo faccia faccia tra i due candidati alla Casa Bianca, in
programma all’Hofstra University nello stato di New York, alle 3 di notte italiane (diretta su Rainews24): l’ultima occasione, dicono alcuni analisti, per McCain, chiamato alla difficilissima impresa di invertire la tendenza delle ultime settimane, quelle segnate dalla cisi economica.
Via i guanti
John McCain appare intenzionato a seguire il consiglio di Sarah Palin: ”togliersi i guanti” e colpire duro. All’università di Long Island MCain potrebbe rispolverare i presunti legami di Onbama con William Ayers, il docente dell’universita’ di Chicago che negli anni sessanta militava in un gruppo che portò a termine attentati dinamitardi per protestare contro la guerra nel Vietnam. Legami che hanno spinto la Palin a chiamare Obama “amico di terroristi”.
“Sono rimasto attonito quando ho sentito Obama dire era rimasto stupito dal fatto che non ho avuto il coraggio di parlare Ayers -ha detto McCain ieri in un’intervista radiofonica, riferendosi al dibattito della scorsa settimana- può essere sicuro che lo farò domani”.
Topolino al voto
Sulle presidenziali Usa 2008 si allunga intanto lo spettro di un nuovo scandalo, quello della Acorn (Association of Community Organizations for Reform Now), l’associazione che ha raccolto migliaia di richieste di registrazione al voto risultate poi totalmente false.
La campagna di McCain ha ufficialmente appoggiato la richiesta, avanzata da molti esponenti repubblicani, di avviare un’indagine approfondita sulla vicenda: sembra che i nomi fasulli presentati da Acorn siano molti di piu’ di quanti non si pensasse in un primo momento.
L’ex ambasciatore americano all’Onu, John Danforth, senatore repubblicano fino alla scorsa legislatura, in una conferenza stampa tenuta a Washington ha chiesto che sullo scandalo sia formalmente costituita una commissione di controllo bipartisan di cui facciano parte le campagne dei due candidati alle presidenziali. “Ci troviamo di fronte a un grosso, grosso, grosso problema - ha detto - Ci risulta che almeno il 40% dei nomi raccolti presentino irregolarita’ di vario tipo. E’ un dato cosi’ rilevante che può inficiare la regolarità stessa delle elezioni. Se il senatore Obama non dovesse aderire alla richiesta di fare chiarezza sarebbe un irresponsabile”.
Secondo quanto riferito da Danforth, tra i nomi raccolti da Acorn e presentati agli uffici elettorali competenti (in Ohio, in Pennsylvania, in California, in Florida) non solo sono state registrate persone defunte, ma anche bambini, personaggi di cartoni animati, nomi di ristoranti, animali, o nomi chiaramente falsi come ‘Cow Boy Joe” o Mickey Mouse. Altri nomi - veri - risultano invece registrati piu’ volte, in alcuni casi anche settanta volte.
Secondo il responsabile della campagna di John McCain, Rick Davis, ci sono “evidenti connessioni” tra la Acorn e la campagna di Obama. “Dati i rapporti tra Barack Obama e la Acorn - si afferma in una dichiarazione ufficiale - la nostra campagna ritiene che il senatore Obama abbia la responsabilita’ di controllare il lavoro di Acorn e di lavorare in modo concreto contro questa che senza dubbio è una frode su larga scala nei confronti degli elettori”.