ROMA
Walter Veltroni respinge le critiche del centrodestra sulla manifestazione del 25 ottobre, critica «l’arroganza» del governo, che considera «un marziano» chi non «è dentro la bolla del pensiero unico», e soprattutto prende definitivamente posizione nei confronti di Di Pietro, sancendo la fine dell’alleanza con l’Idv sul piano nazionale e sottolineando le diversità politiche tra le due formazioni.
Nel suo intervento a tutto campo durante la registrazione di «Che tempo che fa», la trasmissione Rai condotta da Fabio Fazio, Veltroni ha parlato della crisi economica, dell’«accanimento» mediatico nei confronti del Pd, delle elezioni Usa. Ma le parole più pesanti le spende nella ricostruzione dei rapporti tra il suo partito e l’Idv: «L’alleanza - dice - è finita nel giorno in cui Di Pietro ha stracciato l’impegno e poi abbiamo due posizioni diverse, anche se, probabilmente, ci ritroveremo assieme nelle Amministrazioni locali, come è normale».
Veltroni si sofferma sul diverso modo di fare opposizione delle due formazioni. E sulle divergenze di carattere più politico: «È tutta la vita che sento qualcuno che fa l’opposizione gridando con un tono di voce più alto. Però quando si va nel merito si vedono grandi differenze. Per esempio - spiega Veltroni - sulla capacità del nostro Paese di integrazione, se chiedete a Di Pietro la sua opinione su questo tema si troveranno cose molto lontane dall’alfabeto della cultura democratica di centrosinistra». E affinché non ci siano dubbi su chi è il responsabile della rottura, ripete: «Appare del tutto evidente che chi è venuto meno agli impegni non siamo stati noi».
Di Pietro ha subito rilanciato: «Il buon Veltroni si attacca agli specchi per cercare di giustificare un’opposizione che in questi mesi ci è stata poco o per niente e che oggi si rende conto di dover recuperare». L’ex pm ha affermato: «Mentre lui dice che non c’è alleanza fra di noi, in queste ore in Trentino e in Abruzzo ci stiamo proponendo insieme. Altra cosa - dice Di Pietro - è dire che non abbiamo fatto un gruppo parlamentare insieme ma non lo potevamo fare perchè lui voleva andare a spasso e a braccetto con Berlusconi e io sapendo chi era ho detto forte e chiaro che non bisognava fidarsi, di questo oggi se ne è accorto anche lui».
Arturo Parisi gela il segretario democratico. «Incapace di riconoscere i suoi errori, prigioniero del ’teoremà che ha guidato la sua linea disastrosa, per poterne fuoriuscire Veltroni è costretto a infilarsi in contraddizioni crescenti, e a spingere con lui in un angolo il Pd e il centrosinistra».