La Borsa tedesca corre ai ripari: troppo pericoloso dipendere così tanto dall’andamento di un solo titolo, quello di Volkswagen. Ecco perché ora intende limitare al 10% il peso
delle azioni Vw nell’indice Dax che include le principali 30 società tedesche. Ieri la casa di Wolfsburg ’pesava’ per il 27% del Dax. Non si spengono, intanto, le illazioni e le accuse sulle speculazioni legate all’acquisizione di Volkswagen da parte di Porsche.
Un portavoce di Porsche, che controlla adesso il 74% di Vw, “respinge con forza le
accuse di aver manipolato i prezzi” delle azioni Vw. “I responsabili - ha affermato - sono quelli che hanno speculato con elevate somme di denaro sul calo dei titoli Vw”. Alla borsa di Francoforte, è tempo di prese di beneficio: i titoli di Wolfsburg hanno aperto in calo di circa il 44%. Porsche, per respingere le accuse ha anche annunciato la cessione di una quota fino
al 5% della Vw per evitare ‘ulteriori distorsioni di mercato’ sul titolo, il cui
flottante in Borsa è ridotto all’osso. L’obiettivo è quello di raddoppiare il flottante di Volkswagen.
Il ‘caso Volkswagen’
Per il quotidiano britannico Independent, sono entrati in azione i ‘killer dei titoli’. E il prestigioso Handesblatt, la prima testata economico finanziaria tedesca, riconosce: in questa vicenda si è passata la misura, la Borsa di Francoforte deve cambiare. Il ‘caso Volkswagen’ è oggi sulle pagine dei quotidiani di mezzo mondo: dopo aver chiuso lunedì a 520 euro, le azioni della casa automobilistica di Wolfsburg ieri sono schizzate anche a 1.005 euro. Un balzo che per alcuni momenti ha fatto di Vw la prima azienda al mondo per capitalizzazione di Borsa, davanti persino al gigante petrolifero americano ExxonMobil. Volkswagen è poi scesa a fine giornata a 945 euro (+81,7%).
Anche i trader migliori piangono…
All’origine delle montagne russe percorse dal titolo Volkswagen c’è la corsa dei fondi speculativi a ricoprirsi, innescata dall’annuncio di Porsche di aver aumentato la sua partecipazione in Vw al 42,6% e si essersi assicurata un ulteriore 31,5% attraverso delle opzioni. Insomma, Volkswagen di fatto è già di Porsche, la quota di titoli in mano a piccoli azionisti e liberamente negoziabili è scesa a meno del 6%, visto che un altro 20% di azioni è nelle mani dell Land della Bassa Sassonia, secondo azionista Vw dietro Porsche. Il che ha scatenato il panico tra i fondi che nelle scorse settimane hanno venduto allo scoperto, puntando su un ribasso del titolo Vw e che ieri erano disposti a sborsare qualunque cifra pur di coprire
le proprie posizioni.
…e si incavolano
I rialzi record segnati a Francoforte dal più grande gruppo automobilistico europeo irritano- ed è un eufemismo - operatori di mercato ed analisti. Intervistato dal Financial Times Deutschland, Klaus Kaldemorgen, numero uno di Dws (gestore di fondi comuni d’investimento controllato da Deutsche Bank) ha criticato il fatto che “un’azienda come Porsche manipola il corso delle azioni
Vw in modo irresponsabile”. E in un forum on line promosso dal settimanale Der Spiegel l’esperto di borsa Wolfgang Gerke ha chiesto di ridurre il peso di Vw nel Dax, l’indice di Borsa di riferimento a Francoforte, e non ha escluso di ritirare temporaneamente il titolo, a determinate condizioni, dallo stesso Dax. Ieri, infatti, l’indice ha chiuso in rialzo dell’11,28%, “drogato” dalla prestazione di Volkswagen. Dubbi anche tra gli esperti dell’Associazione tedesca a difesa degli azionisti, che si spinge fino a sollecitare uno stop delle contrattazioni per le azioni Vw.
La replica di Francoforte
La Borsa di Francoforte ha fatto sapere che non ci sono elementi che facciano pensare a manipolazioni illecite degli scambi e ha precisato di non voler ritirare il titolo Vw dal Dax. Ma il caso resta aperto: il Bafin (la Consob tedesca) ha spiegato che sta analizzando l’andamento di Vw a Francoforte per scoprire se ci sono indizi di insider trading. Dall’America, Goldman Sachs si tira indietro: la notizia di un coinvolgimento della banca nelle operazioni di vendite allo scoperto di titoli Volkswagen è “infondata”.