CAIRO
Dopo la tragica uccisione a calci la settimana scorsa ad Alessandria d’Egitto da parte di un insegnante di matematica di un alunno delle elementari che non aveva fatto i compiti a casa, oggi un’altra bambina, Khadiga Alaa el Din, di 10 anni, è morta per lo spavento in classe in una scuola del Cairo, quando il suo insegnante di matematica ha chiesto di alzarsi in piedi a chi non aveva studiato. Ne dà notizia l’agenzia Mena, precisando che la bambina è stata accompagnata in ospedale, dove però è arrivata già morta. L’insegnante di matematica è stato sospeso dal servizio per decisione del governatore del Cairo, Abdel Azim Wazir, che ha disposto il pagamento di 5.000 lire egiziane (circa 700 euro) alla famiglia della bambina. Secondo i primi accertamenti, nessuna traccia di violenza è stata rilevata sul corpo di Khadiga che, secondo la madre, sveniva ogni volta che era presa dal panico o si sentiva minacciata.
Altri alunni avrebbero detto che il maestro non ha avuto alcun atteggiamento aggressivo nei suoi confronti. L’anno scorso il governatore Wazir aveva dato ordini tassativi a tutti gli insegnanti di evitare violenze contro gli scolari sia sotto forma di minacce sia di punizioni corporali. Il 27 ottobre in una scuola elementare di Alessandria l’insegnante di matematica Haitham Nabil Abdel Hamid, di 23 anni, ha preso a calci violentemente Islam Amr Badr, di 11, perchè non aveva fatto i compiti, causandone la morte. Abdel Hamid è stato arrestato e sarà processato il 16 novembre. L’episodio ha suscitato grande scalpore.
Il fenomeno delle punizioni corporali degli alunni nelle scuole egiziane è stato sempre oggetto di proteste e segnalazioni risentite da parte di genitori, ma per la prima volta l’informazione egiziana ne sta dando notizia tempestivamente e in dettaglio.