CHIANCIANO (Siena) - Le lacrime di Antonella Casu, riconfermata segretaria dei Radicali italiani. I colpi di spada (figurati) fra Pannella e Bonino, con lui che non vota la mozione da lei firmata. Come ogni volta, il congresso radicale si chiude con alte dosi di pathos. Antonella Casu è una giovane di origine sarda, antica militante radicale, da quattro mesi designata da Pannella a dirigere il partito (sotto la sua tutela) assieme al presidente Mellano e al tesoriere De Lucia. Ieri Pannella è intervenuto per dire: «Mi sentirò sconfitto se non saranno riconfermati i tre attuali vertici del partito ». Casu però prende la parola e rinuncia. Piange, dice che sente troppo pesante la responsabilità del ruolo.
Spuntano nel frattempo altre candidature, qualcuno propone Spadaccia, che fu segretario due volte anni fa, altri propongono Sergio D’Elia. Candidature che suonano oltraggio a Pannella.
Si sviluppa una vasta mozione degli affetti per la Casu, ma intanto viene messa ai voti la mozione congressuale unica, preparata nella notte da Bonino, Spadaccia e altri. Non c’erano, a scriverla, né Pannella, né la Casu. La mozione insiste sull’impegno per un’anagrafe degli eletti, sull’apprezzamento per Napolitano, sulla critica a Veltroni e Berlusconi per la mancata elezione del presidente della commissione di vigilanza Rai. A sorpresa, Pannella annuncia l’astensione: «La mozione è mancante perché non dice che da vent’anni abbiamo assistito a veri e propri colpi di Stato contro il Paese, contro la maggioranza dell’opinione pubblica che vorrebbe una legge sull’eutanasia, sul finanziamento pubblico ai partiti, sul sistema elettorale. Noi ci dobbiamo candidare ad essere alternativa di governo a questo troppo dilagato regime».
Emma Bonino reagisce d’impulso: «Sarà anche poco vigorosa o monca, la mozione, ma ci è venuta così. Avremmo certo apprezzato il contributo di altri. Ma l’astensione di Marco è evidentemente legata alla mancata riconferma della squadra che governa il partito».
Alla fine, Antonella Casu crolla. Ancora lacrime e singhiozzi: «Devo per forza accettare ». Applausi e voto quasi plebiscitario. Per il comitato nazionale quattro erano le liste in corsa. Una, promossa da Angiolo Bandinelli e dalla giovane Giulia Innocenzi, si chiamava Punto G (come goliardici, giovinastri, geriatrici, giulivi).
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