Johannesburg, 5 novembre 2008 - Tutti possono ora sognare un mondo migliore. È il messaggio indirizzato dal leader nero, Nelson Mandela, al primo presidente afroamericano eletto negli Stati Uniti, Barack Obama.
“La tua vittoria ha dimostrato che nessuna persona al mondo deve aver paura di sognare di voler cambiare il mondo in un posto migliore”, si legge nella lettera inviata da Mandela al senatore dell’Illinois. “Siamo sicuri - ha aggiunto il leader del movimento anti-apartheid - che finalmente realizzerai il tuo sogno di rendere gli Stati Uniti d’America pieno partner di una comunità di nazioni impegnata nella pace e nella prosperità per tutti”.
Mandela, incarcerato per 27 anni durante l’apartheid, ha guidato il primo governo democratico del Sudafrica dal 1994 al 1999. A giugno Obama aveva inviato un tributo a Mandela in occasione del suo 90esimo compleanno sottolineando che «non bisogna accettare il mondo così com’è».
Mandela una volta ha detto “Ho lottato contro il dominio bianco e contro il dominio nero.
Ho coltivato l’ideale di una società libera e democratica nella quale tutti possano vivere uniti in armonia, con uguali possibilità.
Questo è un ideale per il quale spero di vivere…”
Forse il sogno di un grande uomo sta per realizzarsi, speriamo solo che la parte di mondo (quella marcia, tra cui “spavaldeggia” anche il nano malefico) non commetta ulteriori errori e capisca che è il momento della svolta…meglio in democrazia che con larivoluzione.
Gande MANDELA grande OBAMA!!!
ps. OBAMA è bello giovane e nero…. forse qualcuno comincia a soffrire di alzaimer.
“…Se è una legge ingiusta che vorreste abolire , l’avete scritta con le vostre mani sulla fronte…E se è un despota che volete detronizzare , badate prima che il suo trono eretto dentro di voi sia stato distrutto .Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri se non tiranneggiando la loro libertà e calpestando il loro orgoglio?…E se volete disperdere un timore, cercatelo nel vostro cuore e non nella mano di colui che vi incute timore .”( Khalil Gibran)
Sono contentissima