Il deputato di Chicago Rahm Emanuel ha accettato il posto di chief of staff (capo di gabinetto) nella nuova amministrazione Obama. È la prima nomina del nuovo presidente eletto. Guidata dall’ex chief of staff di Bill Clinton, l’italo-americano di Chicago John Podesta, la transizione per una nuova amministrazione Barack Obama è dunque già cominciata.
La priorità immediata del presidente è ora la nomina del nuovo ministro del Tesoro: il nome in pole position è quello di Lawrence Summers, clintoniano di ferro, ex ministro del Tesoro ed ex presidente di Harvard. Al Tesoro è una poltrona bollente per la crisi economica e finanziaria peggiore dai tempi della Grande Depressione. La decisione potrebbe arivare in settimana e comunque prima del G20 il 15 novembre a Washington: oltre a Summers, nel toto-nomi per l’eredità di Henry Paulson figurano un “grande vecchio”, l’ex capo della Fed Paul Volcker, e un giovane, il presidente della Fed di New York Timothy Geithner, 47 anni come Obama. Più un ex Goldman Sachs, il governatore del New Jesey John Corzine. Hillary Clinton alla giustizia: possibile ma non probabile. Mentre tra i nomi che circolano per il posto di Attorney General c’è anche quello di Andrew Cuomo, figlio dell’ex governatore italo-americano dello stato di New York Mario Cuomo, che ha dato negli ultimi mesi battaglia a colpi di denunce contro i superbonus dei Ceo di Wall Street. La poltrona del Pentagono potrebbe per il momento rimanere a Bob Gates, mentre per il posto di Consigliere della Sicurezza Nazionale Obama potrebbe puntare sulla “sua” Rice: Susan Rice, 44 anni, afro-americana come Condi e anche lei con radici a Stanford, è stata la guru di politica estera nella campagna dopo aver servito come assistente segretario di stato per l’Africa sotto Clinton. Una donna, la deputata Jane Harman, potrebbe diventare “zarina” dell’intelligence. Per il dipartimento di Stato sta facendo una lobby spietata il senatore John Kerry (Obama è stato messo in guardia, ai repubblicani non piace), mentre si parla anche del del deus ex machina degli accordi di Dayton sulla ex Jugoslavia e ex ambasciatore all’Onu Richard Holbrooke: appoggiò Hillary durante le primarie. Oltre al “reduce” Gates ci sono nomi di repubblicani nel toto ministri: il più eclatante testimonial dello spirito bipartisan che potrebbe ispirare l’amministrazione Obama lo ha fatto oggi la rivista politica The New Republic: il governatore “verde” della California Arnold Schwarzenegger all’ambiente. Si parla anche di Chuck Hagel al Pentagono se Gates non dovesse restare: il senatore del Nebraska contrario alla guerra in Iraq accompagnò Obama nel viaggio in Iraq e Afghanistan e i due sono diventati amici. E Colin Powell? Secondo Time Obama avrebbe pensato al primo segretario di stato di colore per il posto di ministro dell’Istruzione alla luce della causa da lui sposata da quando ha lasciato le stanze dei bottoni. Powell ha appoggiato Obama in ottobre. Quanto ai tempi, il presidente eletto vorrebbe fare in fretta, ma alcuni eventi - tra questi il funerale della nonna alle Hawaii - estranei alla sua voltà potrebbero provocare un rinvio. Ma non è detto che gli americani debbano aspettare troppo: Obama potrebbe regalare il nuovo governo all’America in tempo per Thanksgiving. |
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Il deputato di Chicago Rahm Emanuel ha accettato il posto di chief of staff (capo di gabinetto) nella nuova amministrazione Obama. È la prima nomina del nuovo presidente eletto. Guidata dall’ex chief of staff di Bill Clinton, l’italo-americano di Chicago John Podesta, la transizione per una nuova amministrazione Barack Obama è dunque già cominciata.