MILANO
Le Borse europee iniziano la seduta in rialzo, tentando un rimbalzo rispetto alla chiusura in tonfo di ieri e dopo il crollo di Wall Street e la chiusura in netto calo di Tokyo (-3,55%) questa mattina. La prospettiva di una recessione globale inquieta i mercati, tanto che la decisione della Bce e della Banca d’Inghilterra di tagliare i tassi di interesse ieri non ha avuto effetti positivi. Pesa inoltre l’allarme del Fmi, che ha parlato di recessione nei Paesi sviluppati nel 2009.
Il Cac40 di Parigi guadagna lo 0,84%, il Dax di Francoforte lo 0,7% e il Ftse100 di Londra l’1,91%. Avvio in lieve rialzo a Piazza Affari, con il Mibtel a +0,26% e l’S&P/Mib a +0,13%. Borse asiatiche in calo invece sulla scia dell’allarme utile annunciato dal colosso automobilistico giapponese Toyota e alla frenata delle quotazioni del petrolio nelle contrattazioni serali. I listini dell’estremo oriente hanno infatti archiviato la seduta con una perdita che si attesta mediamente intorno all’1,8% (indice Msci Asia Pacifico), mentre Tokyo ha fatto decisamente peggio lasciando sul terreno oltre 3,55 punti percentuali. Ad arginare le perdite hanno contribuito comunque le Borse minori come Hong Kong (+3% in corso) e Shanghai (+1,7% in corso). A contribuire alla flessione dei mercati, oltre la chiusura in forte ribasso di Wall Street nella seduta precedente, contribuiscono i rinnovati timori di crisi dell’economia a livello internazionale.
Crisi finanziaria mondiale ma non solo. L’Europa deve saper guardare insieme anche alla crisi dell’economia reale che già da tempo morde i cittadini del vecchio Continente. Con questa preoccupazione il premier Silvio Berlusconi sarà oggi a Bruxelles per un Vertice straordinario dell’Unione europea interamente dedicato alla preparazione di una linea comune dei 27 in vista del G20 che si svolgerà a Washington il prossimo 15 novembre. Il presidente del Consiglio potrà portare a Bruxelles il valore aggiunto delle freschissime conversazioni con il presidente russo Dmitri Medvedev ed il primo ministro Vladimir Putin con i quali oggi a Mosca ha lungamente parlato della crisi finanziaria e delle difficoltà che anche la Russia sta affrontando. L’Italia non ha profonde osservazioni sulle linee generali del documento elaborato dalla presidenza di turno francese della Ue chè farà da filo conduttore delle discussioni nel vertice di domani.
Il governo è d’accordo sulla necessità di una profonda riforma del sistema finanziario mondiale che passi attraverso un rafforzamento delle regole di controllo e della trasparenza. Così come è convinta dell’importanza di aumentare a breve il ruolo ed i poteri del Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Il Governo italiano - sottolinea una fonte diplomatica - vuole certamente che si raggiunga una posizione unitaria dell’Europa da presentare al G20 di Washington, ma chiede che si guardi parallelamente anche dentro il cortile di casa, a come gestire insieme la drammatica assenza di crescita che sta frenando i consumi in tutti i grandi Paesi della Ue. Che non si dimentichi, in sostanza, che è possibile dare risposte comuni anche in Europa, magari attraverso spinte politiche alla Banca Centrale Europea (Bce) - come ha fatto capire solo ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini - o allargando ancor più le maglie del Patto di stabilità.
In quest’ottica non è escluso che il vertice informale di oggi possa concludersi anche con un secondo documento dedicato proprio alla crisi economica. Un secondo testo che potrebbe accompagnare il più impegnativo documento elaborato dalla presidenza Sarkozy, sempre più impegnata a dare corpo e volume alla prossima riunione del G20 del 15 novembre. La “propulsione-Sarkozy”, pur attirandosi diverse antipatie in Europa, sta funzionando. Come dimostra la convocazione stessa del G20 in terra americana e la quasi certa partecipazione del neo-eletto presidente Barak Obama. Ora il presidente francese vuole prima registrare domani l’orchestra europea, per poi suonare la carica a Washington. Non a caso proprio alla vigilia del Consiglio europeo straordinario di Bruxelles, Nicolas Sarkozy ha già lanciato il cuore oltre l’ostacolo: servono misure concrete subito, entro 100 giorni dal G20.
Un messaggio chiaramente indirizzato al nuovo inquilino della Casa Bianca che oggi a Bruxelles sarà il convitato di pietra: dimostrerà già in 100 giorni di avere una linea «compatibile» con quella europea? Più trasparente, meno liberista e più aperta al dialogo con l’Europa dell’Euro superstar? Ma prima di sciogliere questo interrogativo Sarkozy domani dovrà dare prova di mediazione e convincere alcuni dei propri alleati europei - come Gran Bretagna e Svezia - a rinunciare ad una fetta del proprio tradizionale liberismo economico in nome della gravità della crisi, finanziaria e reale.