CAGLIARI - Un batterio ricomparso negli ultimi anni in diversi reparti italiani di terapia intensiva neonatale ha fatto due vittime nella clinica pediatrica universitaria di Cagliari. La “serratia marcescens”, questo il nome del microrganismo, ha ucciso una prima volta a settembre e un’altra il mese scorso. I bimbi colpiti erano prematuri, avevano pochi giorni di vita e pesavano appena mezzo chilo.
Altri dieci neonati sono stati raggiunti dal batterio ma i loro corpicini hanno resistito all’attacco e ora sono fuori pericolo. Il focolaio da dove si è diffusa la “serratia” non è stato ancora individuato. La clinica è stata passata al setaccio ma il serbatoio del batterio resta ancora misterioso. Fatto abbastanza frequente con la “serratia”: nel 50 per cento dei casi, secondo la letteratura medica, l’origine del microbo rimane sempre sconosciuta.
L’allarme nella clinica pediatrica Macciotta, la maggiore della Sardegna, è scattato il 10 settembre con la morte del primo bambino. Immediatamente sono state attivate le procedure di profilassi e sicurezza previste dai protocolli internazionali: separazione dei pazienti, norme igieniche più rigorose per personale e visitatori, bonifica degli ambienti. A Cagliari è stato anche chiamato il professor Mauro Stronati, direttore della terapia intensiva neonatale del Policlinico di Pavia, uno dei massimi esperti in materia di infezioni ospedaliere, in particolare di quella prodotta dalla “serratia marcescens” che ha debellato anche nel reparto di cui è direttore.
Il 23 ottobre si è verificato il secondo caso e la presenza del batterio è stata riscontrata in altri dieci neonati. Una vera e propria epidemia. Fortunatamente le difese immunitarie di questi ultimi hanno reagito in maniera efficace e gli esiti mortali alla fine sono stati solamente due. Tutti i bimbi del reparto vengono ancora tenuti sotto stretta sorveglianza, trattati separatamente e seguiti da équipe dedicate, a seconda che siano sani, portatori sani del batterio o contagiati. “Non c’è alcun motivo che giustifichi l’allarmismo”, afferma la direzione generale dell’Azienda mista ospedaliero-universitaria. “La clinica Macciotta è una struttura efficiente e affidabile che vanta uno dei tassi di mortalità fra i più bassi d’Italia”.
La “serratia marcescens” ha ripreso ha diffondersi nei reparti ospedalieri negli ultimi anni. Focolai sono stati segnalati a Modena, Pavia, Roma, Ancona e alla clinica Mangiagalli di Milano. Il microrganismo fa parte della schiera dei cosiddetti batteri opportunisti, cioè che profittano delle condizioni di immunodepressione dei pazienti per danneggiarli. In genere non provoca malattia se non in persone particolarmente debilitate. Si annida di solito nei bagni, nelle tubature, sulle piastrelle, in tutte le zone umide dove spesso si manifesta con un colore rossastro. Può causare infiammazioni all’occhio, negli adulti è comune nell’apparato respiratorio e urinario, nei bambini attacca soprattutto il sistema gastrointestinale.