MILANO - Giornata positiva fino a questo momento per le Borse europee, grazie al balzo dei bancari sulla scia del piano di salvataggio di Citigroup. Al giro di boa, il Mibtel segna a Piazza Affari un rialzo del 2,48%. Per quanto riguarda le altre piazze europee, a guidare la seduta è il Ftse di Londra con +4,89%, seguito dal Cac di Parigi a +4,37%, dall’Aex di Amsterda a +4,23%, dall’Ibex di Madrid a +4,22%, dal Dax di Francoforte con +3,80% e dallo Smi di Zurigo con +3,02%. E Wall Street sembra avviata ad aprire in deciso rialzo: a quattro ore dall’apertura, i future sul Dow Jones salgono dello 0,7%, quelli sul Nasdaq dell’1,08% e quelli sullo S&P dell’1,69%.
CITIGROUP - I mercati reagiscono bene dunque al piano di salvataggio Usa da 306 miliardi di dollari per Citigroup. Il pacchetto prevede che la banca abbia una «protezione contro la possibilità di perdite importanti e inusuali su asset per un valore di 306 miliardi di dollari» e che il governo prenda una partecipazione nell’istituto. Citigroup, seconda banca Usa, ma di gran lunga la più internazionalizzata con una presenza in oltre 100 paesi, otterrà subito 20 miliardi di dollari.
IL PIANO - L’intervento si differenzia dai precedenti in quanto non prevede né la messa sotto completa tutela del gruppo (come Fannie Mae e Freddie Mac), né la nazionalizzazione (come in Aig), né la vendita a un altro gruppo (come Bear Stearns). Diverso sarà in particolare l’approccio al problema dei titoli tossici: le perdite su cui interviene la garanzia di Tesoro e Fdic (l’organo di sorveglianza del settore bancario), sono infatti legate ai prodotti strutturati legati a mutui subprime (i cosiddetti titoli ‘tossici’), che «resteranno nei conti di Citigroup», non verranno cioè acquistati dalle autorità Usa (come era nelle iniziali intenzioni anti-crisi), ma solo garantiti. I 20 miliardi che saranno «investiti» dalle autorità Usa in azioni privilegiate di Citi nell’ambito del pacchetto di soccorso rientrano nei 700 miliardi stanziati per il settore bancario e vanno ad aggiungersi ai 25 miliardi già accordati alla banca in questo ambito. Citigroup inoltre emetterà azioni privilegiate per altri 7 miliardi di dollari, sempre a favore di Tesoro e Fdic per remunerarli delle garanzie accordate. Non sono previsti cambiamenti nel management, ma la banca ha accettato di procedere a «restrizioni» nella remunerazione dei suoi dirigenti e si è impegnata ad attuare le misure prescritte dalla Fidc in materia di prodotti ipotecari strutturati. Inoltre non potrà pagare dividendi superiori a 1 cent per azione per tre anni senza avere il consenso del Tesoro. Attualmente la cedola trimestrale è di 16 cent. Un accordo in soccorso di Citigroup era vivamente auspicato da Wall Street: nelle ultime sedute di borsa l’ex-numero uno mondiale del settore bancario aveva accusato pesanti perdite (-70% in tre settimane, sotto i 4 dollari) per il prevalere dei dubbi sulla sua capacità di uscire dalla crisi con le proprie forze.