«Abbiamo seguito la vicenda con l’Unità di Crisi per tutta la notte - ha spiegato il ministro -, ora i contatti con gli italiani sono stabiliti, tranne che con due persone che mancano all’appello, che non si sono ancora messe in contatto. Alcuni sono chiusi nelle camere, e hanno fatto sapere che fuori c’è una situazione tremenda».
Una situazione, ha sottolineato Frattini, «in evoluzione continua, le forze speciali indiane stanno preparando blitz mirati, ma non in tutti gli alberghi insieme. Non c’è ancora il pieno controllo della situazione.
I terroristi appartengono a un gruppo legato ad Al Qaeda e sono ben piazzati nei piani degli alberghi».
Riguardo al numero totale delle vittime, «i dati ufficiali, non ancora confermati - ha detto il ministro -, parlano di 100 morti e alcune centinaia di feriti. Come emerso dal racconto di alcuni c’è stata una vera e propria caccia all’americano e all’inglese.
I terroristi cercavano gente con passaporto americano e inglese».
«In questi giorni in India c’è una missione dell’Enit, anche per questo ci sono diversi italiani», ha detto Frattini, esprimendo «estrema preoccupazione per la regia meticolosa che ha fatto colpire contemporaneamente alberghi frequentati da occidentali.
C’erano anche politici di altri Paesi».
Questi attentati, ha sottolineato il ministro, «confermano che il terrorismo internazionale resta la minaccia numero uno».