ROMA - La crisi resta pesante ma all’orizzonte appaiono i primi segnali di un possibile miglioramento della situazione. Il Bollettino economico della Banca d’Italia non nasconde la difficoltà della situazione ma apre anche a un timido ottimismo: forse il picco più duro è stato superato. «Gli indicatori congiunturali», rilevano i tecnici di via Nazionale, «fanno stimare un proseguimento del calo dell’attività economica nel primo trimestre dell’anno in corso, il quarto consecutivo». Ma sullo sfondo, aggiungono, «si intravedono alcuni segnali prospettici di allentamento della forza della recessione», pur se «ancora non tali da prefigurare un arresto della caduta produttiva». RIPRESA - La ripresa però non arriverà domani. «La natura dell’attuale recessione», si legge nel documento, «rende incerti i tempi del ritorno su un sentiero di crescita che, secondo le principali istituzioni internazionali e i previsori privati, potrebbe avviarsi nel prossimo anno». In passato ci avevano pensato le esportazioni a riavviare il motore, questa volta non sarà cosi. Via Nazionale non si sbilancia in previsioni puntuali ma il Bollettino riporta che «gli analisti intervistati a metà marzo da Consensus Forecast si attendono per l’Italia una contrazione media dell’attività economica del 2,8% nell’anno in corso (con rischi al ribasso) e una crescita appena positiva (0,3%) nel prossimo». Ricorda però anche che l’Ocse è assai più pessimista, con una stima del Pil in calo del 4,3% nel 2009 e ancora dello 0,4% nel 2010.
PRODUZIONE INDUSTRIALE - A testimoniare le difficoltà è innanzitutto l’andamento «in caduta» della produzione industriale. Nella media del primo bimestre è scesa di circa il 5% rispetto al periodo precedente. E le stime di Bankitalia «per marzo basate sui consumi di energia elettrica ne indicano un ulteriore calo. La maggioranza dei settori industriali», sottolineano a Palazzo Koch, «è in difficolta». In particolare il comparto automobilistico, che tuttavia «potrebbe registrare un parziale recupero nei prossimi mesi, grazie all’avvio degli incentivi per l’acquisto di autoveicoli ecologici, all’origine della crescita delle immatricolazioni a partire da febbraio e del forte incremento dei nuovi ordini presso i concessionari».
LAVORO - Restano invece incerte le prospettive delle famiglie per il 2009 a causa «delle incertezze sulle prospettive occupazionali» che hanno «compensato gli effetti di stimolo sui consumi del calo dell’inflazione». Per la Banca d’Italia però «nonostante gli effetti positivi sul bilancio familiare e sulla possibilità di risparmiare determinati dal rapido calo del’inflazione e dei tassi di interesse, sono peggiorati i giudizi sul quadro economico» e in particolare «sull’andamento dell’occupazione». Le condizioni del mercato del lavoro hanno infatti subito un «progressivo deterioramento» nel quarto trimestre del 2008, con un calo del numero di occupati che conferma un trend iniziato nell’estate dello scorso anno. Via Nazionale rileva che i costi della recessione ricadono soprattutto sui lavoratori con contratti a termine. Le posizioni a termine, riferisce Bankitalia, sono infatti diminuite dell’1,2% (-27mila unità) nel periodo preso in esame, per effetto della flessione del numero di quelle a tempo pieno (-2,9%).
COMMERCIO MONDIALE - «Il commercio mondiale registra, per la prima volta dopo un quarto di secolo, una forte caduta, che riflette anche la ridotta disponibilitá di crediti commerciali» afferma ancora Bankitalia nel bollettino economico. La crisi finanziaria, si legge nel documento, «si ripercuote sull’economia mondiale generando, attraverso il calo della ricchezza e della disponibilità di credito e il deterioramento del clima di fiducia di consumatori e imprese, una contrazione del prodotto nelle economie avanzatè». Palazzo Koch sottolinea che a questi eventi «si associano ampie perdite di posti di lavoro, e un forte rallentamento in quelle emergenti, colpite anche da una netta riduzione dei flussi internazionali di capitale».
TASSI - I tassi bancari, sempre per Bankitalia, si sono intanto adeguati alle recenti forti diminuzioni di quelli ufficiali. Tra novembre e febbraio, il costo dei finanziamenti a breve termine delle imprese e quello dei nuovi mutui alle famiglie a tasso variabile è sceso di oltre un punto e mezzo, rispettivamente al 5,2 e al 3,9%. Il differenziale che esisteva tra l’Italia e la media dell’area dell’euro nel costo dei nuovi mutui a tasso fisso, pari a circa l’1% a metà 2007, si è annullato. Anche la qualità del credito risente del peggioramento congiunturale. Nel quarto trimestre del 2008, il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti è salito dell’1,5%, il valore più alto dal 1999. Gli ingressi in sofferenza sono stati più intensi per le famiglie non finanziarie, mentre il tasso di insolvenza delle famiglie consumatrici, pur registrando un lieve aumento, si è mantenuto su valori storicamente bassi (1%).
ATTIVI BANCARI - La qualità degli attivi bancari ha continuato a deteriorarsi nei primi mesi del 2009. Brusca la decelerazione della raccolta. A febbraio il ritmo di crescita tendenziale è risultato pari al 4,6%, oltre 5 punti in meno rispetto a settembre. Più in generale, il 2008 ha visto «un forte peggioramento» della redditività dei gruppi bancari italiani. Gli utili si sono ridotti di circa un terzo rispetto al 2007, il Roe (la sigla sta per return on equity e indica indice di redditività del capitale proprio ndr) è diminuito di quattro punti collocandosi attorno al 7%. Gli accantonamenti e le rettifiche di valore sono quasi raddoppiati. Bankitalia promuove però «le politiche dei dividendi e le azioni di capital management recentemente intraprese dai maggiori gruppi bancari» che, afferma il Bollettino, «hanno determinato un rafforzamento patrimoniale».