«Senza le riforme, al passo corto che l’economia italiana ha mostrato negli ultimi dieci anni, il ritorno sui livelli produttivi pre-crisi non avverrebbe prima del 2013. Un arco di tempo troppo lungo per non avere conseguenze negative sulla vita dei lavoratori e delle imprese e sulla stessa coesione sociale». È l’allarme lanciato dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso della relazione all’assemblea annuale.
«Il consenso che lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso», ha detto la Marcegaglia rivolgendosi al premier Berlusconi presente in sala. «La crisi - ha aggiunto - non può essere l’alibi per non fare le riforme di cui abbiamo bisogno». Gli industriali chedono «nuove risorse sono necessarie per realizzare interventi», finanziare opere pubbliche rapidamente cantierabili, potenziare gli ammortizzatori sociali, rafforzare le garanzie sui prestiti alle imprese, onorare i crediti della pubblica amministrazione. E le risorse «devono venire dalle urgenti e indispensabili riforme strutturali che riducono l’incidenza della spesa corrente».
La Marcegaglia ha poi chiesto alle banche di «non togliere l’ossigeno alle imprese che sono schiacciate tra la riduzione degli ordini e la difficoltà di incasso dei pagamenti». «Chiedo a tutte le banche che vivono con il territorio - ha aggiunto - di non abbandonare le imprese in questi momenti così difficili. Ci stiamo giocando il futuro del Paese». «Da imprenditori pretendiamo che i banchieri tornino a fare il loro mestiere: sostenere l’economia che investe». Ma l’invito più pressante è euello rivolto al governo affinchè porti avanti il cammino delle riforme. «Siamo il Paese con la spesa sociale più squilibrata a favore delle pensioni, per le quali spendiamo quasi il 16% del Pil, contro il 9,5% dei Paesi avanzati. L’unica via sostenibile per difendere le prestazioni previdenziali e reperire le risorse per crescere è ritardare il ritiro dal lavoro», ha detto la Marcegaglia.