PALERMO
Roghi di cassonetti hanno bruciato per tutta la notte a Palermo e impegnato i vigili del fuoco in più di 50 interventi per domare gli incendi, appiccati dai cittadini esasperati, dei cumuli di pattume che invadono la città da venerdì scorso. La raccolta dei rifiuti non avviene regolarmente da lunedì a causa dell’agitazione dei lavoratori dell’azienda municipale dell’igiene ambientale, l’Amia, che temono per il pagamento degli stipendi ma anche per il loro futuro.
L’Amia è, infatti, in grave crisi finanziaria e presenta un deficit di 150 milioni di euro benchè l’anno scorso l’amministrazione comunale guidata dal sindaco del Pdl Diego Cammarata abbia raddoppiato la Tarsu. In consiglio comunale ieri il dibattito è quasi finito in ressa, con le opposizioni decisamente contrarie ad un ulteriore rincaro Tarsu del 35% e all’attacco dell’amministrazione e della stessa Amia, presieduta da Marcello Caruso, già assessore nella giunta Cammarata.
«Se l’Amia o la Protezione civile fornirà ai lavoratori i dispositivi di sicurezza previsti dalle norme, il personale è pronto a svolgere le proprie mansioni, altrimenti questa situazione andrà avanti». Lo afferma Dionisio Giordano della Fit-Cisl riguardo al vertice convocato nel pomeriggio in Prefettura a Palermo sull’emergenza rifiuti, al quale parteciperà il commissario per l’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, con tutte le istituzioni locali interessate, per un esame congiunto della situazione determinatasi con la mancata raccolta del pattume.
La Fit-Cisl sottolinea che «il 70% del parco mezzi è fermo nei manutentori che non riparano i veicoli perchè non vengono pagati dall’Amia». «Nella discarica di Bellolampo - aggiunge il sindacato - uno dei due bomag (mezzi per il movimento dei rifiuti, ndr) è guasto, l’altro funziona a singhiozzo per problemi tecnici; i lavoratori operano con le pale cingolate, mettendo a rischio la propria incolumità».