BEIRUT - Un’esplosione generalizzata di fuochi d’artificio e raffiche di armi automatiche sparate verso il cielo a Beirut e in molte città e villaggi del Libano ha accompagnato gli annunci preliminari e non ancora ufficiali di una vittoria dell’alleanza filo-occidentale 14 Marzo sulla coalizione guidata dal movimento sciita filo-iraniano Hezbollah nelle elezioni parlamentari di ieri. Poi, è giunto l’annuncio di vittoria da parte di Saad Hariri, il leader sunnita dell’ alleanza 14 Marzo. “Congratulazioni al Libano, congratulazioni alla democrazia, congratulazioni alla libertà”, ha detto.
Poche ore dopo la chiusura dei seggi, le emittenti tv locali hanno iniziato a diffondere i primi dati che a poco a poco hanno mostrato che andava profilandosi un leggero vantaggio della maggioranza filo-occidentale, che ha il sostegno di Stati Uniti e Arabia Saudita. Un esponente della coalizione guidata da Hezbollah, che ha il sostegno di Siria e Iran, ha quindi in forma anonima ammesso la sconfitta. “Abbiamo perso”, ha detto, aggiungendo: “Accettiamo il risultato come la volontà del popolo libanese”. Uno dei maggiori leader dell’altro schieramento, il cristiano Samir Geagea, aveva dal canto suo prudentemente detto di avere “l’impressione, in base alle informazioni avute finora, che il 14 marzo conserverà la maggioranza”. Il premier Fuad Siniora, che ha vinto nella circoscrizione della città meridionale di Sidone, aveva già invece trionfalmente affermato: “Dedico questa vittoria al Libano, ai libanesi, e alla memoria del martire Rafik Hariri”, l’ex premier assassinato nel 2005, padre di Saad. Secondo i dati ancora provvisori diffusi dall’emittente Tv Future, di proprietà della famiglia Hariri, la coalizione 14 Marzo dovrebbe ottenere 70 seggi, mentre ad Hezbollah e alleati ne andrebbero 58. I dati ufficiali e definitive verranno annunciati nelle prossime ore dal ministro degli interni Ziad Baroud. Nel Parlamento uscente, la maggioranza ha 72 dei 128 seggi. Nel corso della campagna elettorale, il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha più volte ripetuto che, in caso di vittoria, sarebbe stato pronto ad accettare un governo di unità nazionale assieme ad esponenti dell’attuale maggioranza. Dal canto suo, Hariri ha affermato che chi vince governa, e chi perde sta all’opposizione. Poco fa, affermando che in queste elezioni “non ci sono né vincitori né vinti, ha vinto il Libano”, è sembrato forse più disponibile ad un’ipotesi del genere. Walid Jumblatt, leader druso della maggioranza, in serata si é detto a sua volta favorevole ad un governo in cui sia presente anche l’opposizione, aggiungendo però di ritenere che essa non dovrebbe avere potere di veto e precisando che comunque la decisione non spetta solo a lui. Il presidente della Repubblica, il cattolico maronita Michel Suleiman, dopo aver votato, aveva ieri detto ai giornalisti che non ci saranno ostacoli alla formazione di un nuovo esecutivo, che sarà “un governo di unità nazionale”.
[fonte: ansa]