BEIRUT - Sconfitta in Libano per gli Hezbollah e per i loro alleati cristiani. La coalizione filosiriana “8 marzo” “ha perso” ha riconosciuto l’ex presidente Michel Aoun, leader dei cristiani vicini a Damasco: “Accettiamo il risultato espressione della volontà del popolo”, ha detto. Il leader della maggioranza Saad Hariri ha portato in piazza in serata i suoi sostenitori: “Congratulazioni a voi, congratulazioni alla libertà e alla democrazia”.
I risultati ufficiali saranno annunciati più tardi: secondo la tv, la coalizione di Hariri avrebbe ottenuto 70 dei 128 seggi.
Tre milioni e 200 mila cittadini sono stati chiamati a eleggere il nuovo Parlamento. Ma soprattutto a decidere nella sfida all’ultimo voto tra la coalizione ora all’opposizione, integralista e sostenuta da Iran e Siria, e l’alleanza filo-occidentale 14 Marzo, sostenuta da Stati Uniti e Arabia Saudita.
Secondo il sistema politico libanese, 64 seggi parlamentari vengono assegnati a candidati musulmani, e 64 a candidati cristiani.
L’allarme di Carter. Una sfida radicale, con ampie implicazioni per tutta la regione. Jimmy Carter, alla guida della missione di osservatori del suo Carter Center, ha espresso il timore che “le persone non accettino il risultato delle elezioni con animo pacifico”.
Intervistato durante un suo giro nei seggi di Beirut, l’ex presidente americano ha comunque affermato di non temere i risultati delle elezioni - quindi un’eventuale vittoria dell’organizzazione politica che Usa e Ue considerano terroristica - e di “aver parlato con funzionari a Washington che hanno confermato che il presidente Obama e la sua amministrazione accetteranno la decisione che prenderà il popolo libanese”. Gli esperti si aspettano un vero e proprio testa a testa tra i due schieramenti.
Le elezioni. I 5200 seggi sono stati aperti alle 7 del mattino e hanno chiuso alle 19. Rigidissime le misure di sicurezza, con la mobilitazione di 55mila militari e poliziotti. Sono in tutto 200 gli osservatori internazionali. Il ministro dell’Interno Ziad Baroud ha riferito che in mattinata è stato registrato un “alto livello di partecipazione” e che non si sono verificati incidenti. Ma in diverse zone ci sono state rimostranze per lo scarso numero di seggi rispetto all’affluenza, che ha creato lunghe file di elettori - di cui circa 100 mila sono giunti anche dall’estero - in attesa di poter votare.