Nel 2008 la spesa pubblica complessiva (nella versione tradizionale calcolata al netto delle vendite di beni e servizi e al lordo degli ammortamenti) ha registrato una crescita del 3,6 per cento, evidenziando un’accelerazione rispetto alla crescita del 2007 (2,4 per cento). La sua incidenza sul Pil è aumentata, passando dal 48,4 per cento nel 2007 al 49,3 per cento nel 2008.
Lo comunica l’Istat, precisando che, nel confronto con gli altri paesi europei, la spesa complessiva dell’Italia in rapporto al Pil è stata più alta di 2,0 punti percentuali rispetto alla media dei quindici paesi dell’area dell’euro e di 1,9 punti percentuali superiore alla media complessiva dei paesi della Ue.
Un’incidenza della spesa sul Pil superiore al 50 per cento è stata registrata in Svezia (53,1 per cento), Francia (52,7 per cento) e Danimarca (51,7 per cento); inferiore al 40 per cento in Slovacchia (34,9 per cento), Lituania (37,2 per cento), Bulgaria (37,4 per cento), Romania (38,5 per cento) e Lettonia (39,5 per cento).
In frenata, invece, il gettito. Nel 2008 le entrate totali sono cresciute dell’1 per cento, con un forte rallentamento rispetto al 2007 (+6,4 per cento); la loro incidenza sul Pil è risultata pari al 46,6 per cento, con un decremento rispetto all’anno precedente (46,9 per cento).