Il G8, con i paesi del G5 (Cina, India, Messico, Sud Africa, Brasile) più l’Egitto, si impegnano insieme ai leader dei paesi Mef - Australia, Corea del Sud e Indonesia - ad una conclusione dei negoziati Doha entro il 2010. E’ quanto previsto dalla dichiarazione appena approvata. “Relativamente presto”, ha spiegato Brown, si incontreranno i ministri del Commercio dei Paesi dell’Organizzazione per il commercio mondiale (Wto), anche se “non è ancora stata fissata una data”. Il premier britannico ha anche reso noto di aver parlato con il direttore generale della Wto, Pascal Lamy, che ha espresso “ottimismo” sul raggiungimento di “progressi entro i prossimi mesi”. Brown ha aggiunto che il vertice è stata la “prima occasione per discutere con la nuova amministrazione americana” dopo l’insediamento di Barack Obama, che aveva preannunciato la sua intenzione di riflettere sullo scoglio su cui si era arenato il negoziato, ovvero il contenzioso fra Stati Uniti e India sul “meccanismo di garanzie speciali”. “Ritengo che ora - ha concluso - potremo superare questa difficoltà”.
ACCORDO SU CAMBIAMENTI CLIMA NON VINCOLA CINA - L’accordo raggiunto ieri dal G8 sui cambiamenti climatici non vincola la Cina, che ritiene fondamentale la necessità per i paesi sviluppati di prendere in considerazione “le diverse condizioni” dei paesi emergenti e in via di sviluppo. Lo ha detto il direttore del servizo stampa e informazione del ministero degli esteri cinese Ma Daoxu in un incontro con i giornalisti dopo la riunione di stamani del G8+G5 e Egitto all’Aquila. La Cina, ha spiegato la fonte, è attivamente impegnata ad affrontare il grave problema dei cambiamenti climatici nel rispetto del Protocollo di Kyoto e svolge un ruolo costruttivo per tradurre in pratica la roadmap di Bali. Ma, ha aggiunto, rimandando ad un recentissimo documento della Commissione governativa sullo sviluppo nazionale e riforme, la Cina “ha ancora una lunga via da percorrere sulla strada dell’industrializzazione, urbanizzazione e modernizzazione. La sua attuale forma di approvvigionamento energetico legato ad un mix di sorgenti dominato dal carbone non può cambiare in tempi rapidi, rendendo il compito di controllare e ridurre le emissioni di gas serra più duro e difficile”.
BOZZA MEF: CLIMA, OK LIMITE DI DUE GRADI, RINVIO TARGET - I paesi del Mef (G8, G5, Egitto, Australia, Corea del sud e Indonesia) riconoscono “l’opinione scientifica secondo la quale l’incremento della temperatura media globale al di sopra dei livelli pre-industriali non dovrebbe eccedere i due gradi Celsius”. E’ quanto si legge nella bozza delle conclusioni del Vertice Mef che l’Ansa è in grado di citare. I leader si impegnano a collaborare tra loro, “da adesso alla conferenza di Copenaghen, per identificare un obiettivo globale per una riduzione sostanziale delle emissioni entro il 2050″.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha detto a L’Aquila che i paesi del G8 hanno concordato traguardi insufficienti per combattere i mutamenti del clima. “I traguardi che hanno finora indicato sono insufficienti - ha detto il segretario generale dell’Onu - Il problema del clima é una responsabilita; imperativa e storica per il futuro dell’ umanità e del nostro pianeta”. I paesi del G8 hanno concordato di contenere a due gradi centigradi (rispetto all’era pre-industriale) il riscaldamento massimo del pianeta e di ridurre tra il 50 e l’80 per cento le emissioni di gas inquinanti entro il 2050.
“Riferendosi a un generico accordo sul clima per contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi senza un piano, investimenti e obiettivi - commenta da L’Aquila il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio - il G8 non aiuterà a uscire dal vicolo cieco nel quale sono arenati i negoziati sul clima delle Nazioni Unite”.
FIRST LADIES NEI LUOGHI DEL SISMA
Le First Ladies hanno visitato la zona colpita dal sisma del 6 aprile scorso. Ad arrivare per ultima all’Aquila, poco prima delle 11, e’ stata Michelle Obama che ha raggiunto il resto della delegazione in ‘rosa’ nella caserma di Coppito dove le Signore dei Grandi hanno preso un caffe’ in attesa del trasferimento nel centro dell’Aquila. Ad accompagnarle e fare loro da ‘Cicerone’ nel loro giro tra le tendopoli e i monumenti duramente colpiti dal terremoto saranno i ministri Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, che da ieri stanno facendo da ‘padrone di casa’ alle First Ladies nelle loro visite in Italia. La delegazione e’ composta da 12 donne, oltre a Michelle ci sono le first ladies di Gran Bretagna, Canada, Giappone, India, Sudafrica, Messico, Svezia, Nigeria, Gabon e Unione Europea. Assente Carla Bruni Sarkozy che visitera’ l’Aquila da sola. Dopo i luoghi del sisma, per le Signore e’ prevista una colazione di lavoro in un’area appositamente allestita nel quartier generale del vertice, cui seguira’ la visita ad alcune mostre dedicate alle bellezze artistiche e naturali dell’Abruzzo. Nel tardo pomeriggio per loro e’ poi previsto il rientro a Roma, dove domani le attende un convegno su donne e fame nel mondo, gli stessi temi che affronteranno anche i loro consorti nell’ultima giornata dei lavori del summit. E, per Michelle Obama, domani ci sara’ anche l’appuntamento dal papa con il quale, nel pomeriggio, e’ previsto un incontro insieme al marito Barack.
PER LE LADIES IN CASERMA ANCHE LA ‘PROVA DI TERREMOTO’
C’é stata anche una simulazione di terremoto fuori protocollo, questa mattina all’Aquila per le first ladies. Con la signora Barroso che si è offerta volontaria, insieme con la canadese Harper , la svedese Filippa Reinfeldt e la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma, per salire, sotto lo sguardo vigile di un ingegnere della Protezione civile, sulla pedana di un simulatore di sisma montato nel cortile della caserma di Coppito nell’ambito di una piccola mostra sul fenomeno dei terremoti. La visita alla mostra, prevista subito dopo quella alle rovine del centro storico e a ridosso del pranzo offerto nei saloni della caserma dalla moglie del governatore dell’Abruzzo Chiodi, è cominciata, secondo quanto si è appreso, verso le 13. Uno sguardo alle immagini, poi la descrizione del simulatore, realizzato con una grande pedana sospesa. La macchina è stata fatta funzionare mentre l’ingegnere spiegava. A dimostrazione avvenuta, l’invito scherzoso : “qualcuna vuole provare”? la Barroso ha alzato la mano senza esitazioni. E un attimo dopo saliva decisa sulla pedana. Seguita con un po’ più di esitazione dalle altre tre signore. Alla fine facce un po’ stordite e tante domande, soprattutto dalla spagnola, per nulla spaventata.