Due agenti della Guardia civil sono morti nell’esplosione avvenuta oggi in una caserma nell’isola di Maiorca. Lo ha reso noto la radio spagnola. Secondo quanto riporta l’edizione on line del quotidiano El Mundo, un veicolo e’ esploso poco prima delle due davanti alla caserma della Guardia Civil a Palmanova, Maiorca.
“Due agenti della guardia civil che si trovavano nell’auto di servizio sono state uccise da un’esplosione”. Lo ha detto il portavoce della guardia civil delle Baleari. Secondo i media, la bomba sarebbe stata messa sotto l’auto degli agenti, secondo un metodo comunemente usato dall’organizzazione separatista basca Eta per i suoi attentati. Nell’esplosione ci sarebbero stati anche diversi feriti di cui due gravi.
L’isola di Maiorca è stata isolata per evitare “fughe di terroristi”. Lo hanno detto fonti ufficiali. La decisione è stata presa dalla Prefettura di Maiorca che ha annunciato il blocco degli accessi marittimi e aeroportuali nell’isola.
Chiuso per qualche ora per motivi di sicurezza l’aeroporto e il porto di Palma di Maiorca, assieme ai porti sportivi dell’isola delle Baleari, per impedire la possibile fuga dei terroristi, autori dell’attentato in cui sono rimaste uccide due guardie civili, informano fonti del governo in un comunicato. La misura, chiamata ”operazione gabbia”, prevede la chiusura di ogni via d’accesso per mare e per aria dall’isola e mira ad impedire la fuga dei terroristi. Fino alle 15,00, un’ora dopo l’attentato avvenuto intorno alle 13,50, l’aeroporto di Palma ha continuato a funzionare regolarmente, nonostante le forti misure di sicurezza.
PROBABILE RESPONSABILITA’ DELL’ETA
A compiere l’attentato costato la vita a due agenti della guardia civil a Maiorca è stato probabilmente una “cellula itinerante dell’Eta”. Lo ha detto il Prefetto dell’isola Ramos Socias, spiegando che non risultano esserci nell’isola “gruppi fissi” dell’organizzazione separatista basca. I terroristi, secondo Socias, sarebbero quindi venuti nell’isola per compiere l’attentato. Di qui la decisione di dare il via all’operazione “gabbia” che ha di fatto bloccato l’isola con la chiusura di porti e aeroporti. Socias, parlando alla radio CadenaSer, ha definito l’Eta “sempre più disperata e pericolosa”, riprendendo le parole pronunciate ieri dal ministro degli interni spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba, dopo l’attacco alla caserma-alloggio della Guardia Civile della cittadina di Burgos, nel nord della Spagna, che ha provocato 65 feriti lievi ma, fortunatamente, nessun morto. Si tratta dunque del secondo attentato attribuito all’Eta in soli due giorni.
NELLA ZONA MIGLIAIA DI ITALIANI
Sono tra 6.500 e 7.000 gli italiani attualmente presenti sull’isola di Maiorca, ’sigillata’ per evitare possibili fughe a seguito di un attentato dell’Eta. E’ quanto risulta in base alle stime fornite da Assotravel. Per quanto riguarda le altre due isole delle Baleari, sempre secondo l’associazione, sono circa 6 mila gli italiani presenti a Ibiza e altri 3 mila a Formentera.
Il luogo dell’attentato avvenuto oggi sull’isola delle Baleari di Maiorca si trova a circa 7 chilometri dal palazzo di Marivent, dove i reali spagnoli passano di solito parte delle vacanze estive. E l’arrivo dei reali, secondo El Pais, è atteso proprio tra due giorni. La caserma davanti alla quale c’é stata l’esplosione si trova in una località molto turistica, in una via vicino al mare, frequentata sia da turisti che da persone del luogo. Di fronte alla caserma si trova un ufficio postale ed un hotel. Le località di Palmanova e la vicina Magaluf sono quelle che più attraggono più turisti nella baia di Palma.
”E’ stata un’esplosione molto forte, la zona e’ stata isolata dai corpi degli artificieri del Tedax, per escludere che possa esserci un secondo ordigno”. Lo ha spiegato, in dichiarazioni a radio Cadena Ser, il delegato del governo alle Baleari, Ramon Socias, dopo l’esplosione di un ordigno a Palmanova, nell’isola di Palma di Maiorca, alle Baleari. Socias ha confermato che nell’attentato sono rimasti uccisi due agenti della guardia civile. L’ordigno, secondo una prima ricostruzione, era una bomba magnetica collocata sotto un’ auto della guardia civile, una Nissan, parcheggiata di fronte alla caserma dell’arma. La zona dove e’ avvenuta l’esplosione e’ molto frequentata per la presenza di un ambulatorio, un ufficio delle poste e vari servizi pubblici, anche se non e’ stata ancora ufficialmente confermata dalle forze dell’ordine la presenza di feriti nell’esplosione.
IERI UN ALTRO ATTENTATO
“Era un attentato pensato per recare danno alle famiglie della Guardia Civile”: così il ministro degli interni spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba ha definito oggi l’ultimo attentato attribuito all’Eta, che questa mattina all’alba ha sventrato la caserma-alloggio della Guardia Civile della cittadina di Burgos, nel nord della Spagna, provocando 65 feriti lievi ma, quasi miracolosamente, nessun morto. Un furgone bomba caricato con più di 200 chili di esplosivo é detonato verso le quattro di oggi nella strada retrostante la caserma-alloggio, dove dormono i poliziotti con le loro famiglie. La tragedia è stata sfiorata anche perché Eta non ha avvisato prima dell’esplosione, come fa di solito. “E’ stato un vero miracolo” che nessuna persona sia morta, ha detto il delegato della regione Castiglia e Leon a Burgos, Jaime Mateu. L’esplosione ha infatti distrutto l’intera facciata dell’edificio, facendo cadere i muri che davano sulla strada, fino al decimo piano. In strada, l’esplosione del furgone ha lasciato un cratere molto profondo, mentre vari palazzi circostanti sono stati colpiti dall’onda d’urto. I danni materiali hanno obbligato ad evacuare circa 80 persone dai palazzi vicini, anche se verso le 12 erano solo una decina le persone che non erano potute rientrare. Nella caserma dormivano invece circa 120 persone, di cui 41 erano bambini. Uno di questi ha raccontato di essersi svegliato per l’esplosione nel cuore della notte ed aver visto che una parete della sua stanza era scomparsa. Tra i feriti della caserma ci sono 13 donne, nove uomini e cinque bambini. “Tutti noi democratici spagnoli sapevamo che ci stavamo scontrando con una banda di assassini, ma oggi sappiamo che sono assassini selvaggi e impazziti, il che li rende più pericolosi, ma non più forti”, ha detto Rubalcaba. Ad evitare la strage sono state anche le vacanze: delle 90 famiglie che vivono abitualmente nella caserma, solo 43 erano presenti. Inutile è stato anche il controllo antiterrorismo effettuato dagli stessi agenti della Guardia Civil sul furgone parcheggiato. I dati della targa del Mercedes Vito di colore bianco che i presunti terroristi hanno parcheggiato dietro la caserma sulle 14.15 di ieri non erano infatti sospetti. Secondo fonti della stessa Guardia Civil, i terroristi avrebbero rubato un furgone e gli avrebbero applicato una copia della targa di un veicolo uguale ma di proprietà di un residente della zona, per non destare sospetti. La caserma di Burgos era da tempo nel mirino dell’Eta, secondo le informazioni raccolte dal giudice dell’Audiencia Nacional Baltasar Garzon durante un’operazione dello scorso giugno 2008. Con questo, salgono a otto gli attentati perpetrati dal gruppo armato nel 2009, uno solo dei quali è stato mortale. Lo scorso 15 giugno infatti l’Eta ha ucciso con un’autobomba il poliziotto Eduardo Puelles ad Arrigorriaga, in Biscaglia. Dopo la tregua annunciata a marzo del 2006, il gruppo armato ha ripreso ad uccidere con l’attentato all’aeroporto di Madrid del 30 dicembre 2006, mettendo fine al dialogo aperto con il governo del presidente socialista José Rodriguez Zapatero.