Silvio Berlusconi non ha dubbi: «La riforma della giustizia occupa un posto prioritario». Nel giorno in cui, archiviata l’ipotesi di elezioni anticipate, si torna a parlare di riforme, anche sulla base dell’ipotesi bipartisan su cui dovrebbe cominciare a lavorare il Senato, il presidente del Consiglio sottolinea: «È indispensabile una riforma costituzionale della giustizia, che porrà in condizioni di effettiva parità l’accusa e la difesa nel processo. La fiducia degli elettori ci impone di portare a termine gli impegni presi per una giustizia veramente imparziale, più giusta ed efficiente».
Sul tema interviene anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ritiene necessari «sereni contributi al delicato confronto in atto su come migliorare e rendere efficiente un servizio pubblico fondamentale, quale è quello della giustizia, nel rispetto degli equilibri costituzionali». Anche per il presidente del Senato, Renato Schifani: «Riformare la giustizia è un compito alto e difficile, non dobbiamo e non possiamo arroccarci su posizioni precostituite. Non servono e non possono essere eretti muri che impediscono il libero confronto. A ciascunoverrà chiesto di fare la propria parte e noi siamo pronti a farla».
Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini quando si parla di riforme «occorre riscoprire e valorizzare il sentimento di una comune appartenenza», cosìaccadde con la Costituzione, quando «si ebbe la consapevolezza» della realizzazione del «perimetro della casa comune di tutti gli italiani». Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, sottolinea: «Nelle riforme bisogna ricercare la condivisione ma non si può impedire la decisione. Il Pdl ha un’attenzione prioritaria sulle riforme e ritiene che l’elezione diretta dei vertici di governo, la riduzione del numero dei parlamentari, il federalismo, la giustizia e altri temi, siano maturi».
Dall’opposizione il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti (Pd), nota: «La nostra Costituzione è valida, attuale, fondamentale per la coesione di un Paese sempre più pluralista, ma non è certo intoccabile. Si può aggiornare e i cambiamenti devono esser fatti attraverso intese molto ampie e non dalle sole maggioranze del momento e devono essere coerenti con le linee guida della prima parte» della Costituzione stessa. Secondo il capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera, Massimo Donadi: «Il fatto che la riforma della giustizia sia una priorità per Berlusconi la dice lunga sui veri interessi del premier: evitare i processi e garantirsi l’impunità. La priorità per tutti gli altri paesi del mondo in questo momento è affrontare la crisi economica, mentre in Italia il governo è immobile».