Il Corpo a corpo non termina più. Da una parte Sky dall’altra Mediaset. E così al lancio della «Digital key» da parte di Murdoch che consentirà ai propri clienti di vedere in chiaro i programmi sul digitale terrestre, ieri, ha replicato Mediaset con l’offerta «Premium-on-demand».
Una library digitale di 50 film, disponibili in continuo aggiornamento (Basterà sfogliare la library e scegliere la pellicola che si vuole vedere. Il film potrà essere interrotto, riavvolto e mandato avanti, esattamente come fosse registrato su un supporto magnetico), che da oggi sarà accessibile sul digitale terrestre ai clienti Gallery, purché acquistino un nuovo decoder (da 139 euro). Insomma, per dirla come l’ha spiegata Pier Silvio Berlusconi «Premium-on-demand» sarà una sorta di «blockbuster» a casa propria, che consentirà a ciascuno di crearsi un proprio palinsesto personale. Insomma, la sfida tra i due gruppi va avanti e si combatte sia sul fronte della tecnologia che su quello dei contenuti.
E così, se Sky da parte sua sembra rivolgere molte delle sue attenzioni ai pacchetti di sport (ha acquistato Mondiali di calcio e Olimpiadi) Mediaset sembra privilegiare il cinema, e per arricchire l’offerta sul Dtt ha siglato una serie di accordi quadro (non in esclusiva) con Warner, Universal, Medusa, e 01 Distribution. In ballo c’è il mercato della pay tv, il cui peso si fa sempre più incisivo per il fatturato del Biscione e, ovviamente, anche per quello di Sky (che dal 1 dicembre lancerà il canale generalista «Cielo»). Le tessere attive in casa Mediaset, infatti, sono già 3,4 milioni, e si prevede che saliranno a 4 milioni entro fine anno e a 4,5 milioni a fine 2010.
La nuova promozione della Tv commerciale sarà inclusa nell’offerta Gallery e costerà 10 euro (fino al 31 gennaio), e potrà arrivare a 22 euro se si aggiunge il calcio. Prima o poi, però spiegano a Mediaset, «qualche aumento ci sarà, ma la filosofia resterà quella di «offrire un prodotto valido a prezzi accessibili a tutti». Più avanti, però, (sottolineano a Mediaset) potranno essere offerti anche titoli mai andati in onda e nel 2010 film in alta definizione (Sky da tempo ha concentrato sforzi ed investimenti sul Full HD). Per questi ultimi servirà, però, un’ulteriore nuova versione del decoder. Intanto, a partire da oggi, il bouquet si arricchisce con altri due nuovi canali dedicati al cinema: «Emoticon» e «Energy».
Andranno in onda 24 ore su 24, senza interruzioni pubblicitarie e in formato sedicinoni (modello cinema per intenderci) per un totale di quasi 400 film al mese ciascuno. Si andranno ad aggiungere ai canali «Joi», «Mya», «Steel», «Disney Channel», «Premium Cinema» e «Studio Universal». La lotta per la supremazia nel mercato televisivo si fa agguerrita. E in tempi di vacche magre sul fronte dei ricavi pubblicitari, ecco che i grandi operatori del settore diversificano i loro investimenti nel settore pay: sia digitale che satellitare. Nel mezzo ci saranno i clienti-telespettatori che nella guerra tra competitor potrebbero anche trarne benefici, sia in termini di costi che di qualità del prodotto.
Ad oggi, però, la concorrenza più che sulla qualità si gioca nei tribunali, tra corsi e ricorsi agli organi di controllo per le telecomunicazioni. Ieri, infatti, il gruppo di Rupert Murdoch non ha esitato a ricorrere all’Antitrust per chiedere l’immediata archiviazione della denuncia presentata da Mediaset martedì scorso in relazione alla «digital key». L’azienda di Cologno Monzese si era rivolta al garante ritenendo che «Sky ostacolasse la diffusione del digitale terrestre». E Sky ha replicato affermando che «l’esposto è pretestuoso e manifestamente infondato sotto il profilo del diritto della concorrenza.
Gli impegni sottoscritti dinanzi alla commissione europea, prosegue la nota, vietano a Sky fino al 31 dicembre 2011 due sole attività su piattaforma digitale terrestre: quella di operatore di rete e quella di fornitore di servizi di tv a pagamento. Nessuna delle due attività è riferibile al lancio della digital key che, dunque, non viola in alcun modo gli impegni sottoscritti da news corporation».