Ha perso il via questa mattina, a Marsala, l’udienza preliminare relativa al rapimento della piccola Denise Pipitone, avvenuto il 1° settembre del 2004, a Mazara del Vallo, quando la bambina aveva appena 4 anni. Imputati sono la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, oggi ventidenne, ma all’epoca minorenne, e l’ex fidanzato della giovane, Gaspare Ghaleb.
Quest’ultimo deve rispondere soltanto di false dichiarazioni al pubblico ministero, mentre l’accusa a carico di Jessica Pulizzi è di sequestro di persona. Un reato integrato con la nuova figura di varata dal Parlamento con il pacchetto sicurezza, cioè il sequestro di minorenni, che prevede una pena fino a 15 anni di carcere e l’ergastolo nell’ipotesi più aggravata.
La giovane, tuttavia, ha disertato l’udienza. “Su questa udienza c’è troppa attenzione da parte dei mass media e dei fotografi - scrive la ragazza accusata del rapimento - non ho la serenità per andare al palazzo di giustizia”.
Per Piera Maggio, la mamma della piccola, è la dimostrazione della sua responsabilità in questa vicenda: “L’indagata se non è presente avvalora ciò che ha dimostrato in questi anni. L’innocenza si prova rispondendo e portando le prove. A me interessa solo riabbracciare mia figlia e avere una giustizia giusta”.
Sorpreso anche il padre di Jessica, Piero Pulizzi, che anche il padre naturale di Denise: “Speravo di incontrarla qui per conoscere la verità. Voglio comunque puntualizzare che non mi costituisco parte civile contro mia figlia, come scrivono i giornali, perchè io sono per le mie figlie”.
I genitori di Denise si sono costituiti parte civile e la mamma ha annunciato che chiederà un maxi risarcimento.