Appaiono fallimentari i risultati della missione dei Caschi Blu nella Repubblica Democratica del Congo. È quanto si legge in un rapporto presentato da una missione di esperti dell’Onu svolta sul territorio, e presentata all’inizio di novembre al Palazzo di Vetro. Che non lo ha reso pubblico; ma di cui ampi, dirompenti, stralci sono ormai noti, e diffusi dalla Bbc on line e da altri organi di stampa.
La missione - la più imponente del mondo, forte di circa 25.000 uomini - non è riuscita a bloccare la deriva anarchica della ricchissima regione dell’Est del Congo (Nord e Sud Kivu), di fatto sotto il controllo delle truppe ribelli di hutu ruandesi, i cui capi si erano rifugiati in quella zona dopo il genocidio del ’94. Il gruppo, (Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda) non solo non è stato sbaragliato, ma ha esteso, con spietate violenze sui civili, il suo controllo nel Kivu e sul commercio dei suoi ricchissimi prodotti naturali, spesso d’intesa con le truppe regolari di Kinshasa, che dovrebbero combatterli. Secondo il rapporto, i ribelli godono anche del sostegno di una rete internazionale di finanziamenti e appoggi.
Il New York Times riferisce di una vastissima e tentacolare rete criminale nel Congo orientale basata sul contrabbando da parte dei gruppi ribelli, sostenuti dall’Esercito congolese, di oro e altri minerali dal Congo in cambio di armi; traffici in cui sono coinvolte istituzioni di beneficienza spagnole, trafficanti di armi ucraini, autorità africane corrotte e persino spedizioni di armi dalla Corea del Nord. Nulla è particolarmente nuovo in quanto ricostruito dal rapporto delle Nazioni unite, ma questo traccia ugualmente con cruda evidenza un quadro molto dettagliato del flusso di minerali che si muove dal Congo, verso l’Uganda, poi il Burundi e il Rwanda, per finire in Europa o nell’Estremo oriente.
Secondo il rapporto molti funzionari dei governi africani lavorano mano nella mano con i ribelli per aiutarli a contrabbandare verso l’estero le pietre preziose e portare all’interno le armi. In particolare dal Congo si calcola che vengano portati fuori illegalmente circa 36 tonnellate di oro all’anno per un valore di oltre un miliardo di dollari, gran parte dei quali finisce nelle mani dei ribelli.