Sono in carcere da questa notte a San Vittore i due tunisini sospettati di terrorismo e reduci da Guantanamo che gli Stati Uniti hanno consegnato all’Italia in quanto coinvolti in attività di una rete jihadista nel nostro Paese. Riad Nasri, 43 anni, e Ben Mabrouk (39) sono sbarcati ieri intorno alle 21 a Malpensa: il primo è stato prelevato dai finanzieri del Gico, il secondo dai carabinieri del Ros.
Nasri, ha lasciato il Palazzo di Giustizia di Milano intorno alle 2 e 30 di notte dopo un lungo interrogatorio col gip Guido Salvini, che nel 2007 aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’interrogatorio è durato circa due ore, dalle 23,30 all’1,30 circa, ed è avvenuto alla presenza del pm Elio Ramondini e del difensore, l’avvocato Novellino.
Come ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Roberto Novellino, il verbale, su richiesta del pm Elio Ramondini, è stato secretato. “Potrebbero esserci ulteriori interrogatori” ha detto il legale, che ha aggiunto :”Il mio assistito mi sembrava stanco, ma lucido e in condizioni fisiche buone”.
Da quanto si è appreso, nel corso dell’interrogatorio il tunisino avrebbe tra l’altro raccontato di come è stato catturato in Afghanistan e consegnato agli americani per essere trasferito a Guantanamo, dove peraltro sarebbe stato sentito da autorità giudiziarie di altri paesi.
Nasri non ha invece parlato del trattamento ricevuto nella base-prigione americana di Cuba. Anche questi aspetti, che pur nulla hanno a che fare con i reati contestati dalla procura di Milano, potrebbero essere approfonditi in seguito.
Ben Mabrouk Adel, invece, sarà interrogato domani da un altro gp.