BAMBOCCIONI - «Spendiamo troppo in cattivo welfare per i padri e troppo poco per i giovani. Spendiamo tantissimo per finte pensioni di invalidità e quasi nulla in incentivi per gli affitti e borse di studio per i giovani. Concentriamo la flessibilità sui figli bamboccioni, mentre l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori garantisce i padri che sono ipergarantiti - dice il ministro -. Con il risultato che sono proprio i genitori, per compassione, a tenere i figli in casa fino a tarda età». Brunetta ha tenuto a sottolineare che il termine bamboccioni non è una sua invenzione, ma ad aver usato per primo l’espressione è stato l’ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa.
COFFERATI - Tante le reazioni. In primis quella dell’eurodeputato del Pd Sergio Cofferati, presente alla registrazione della puntata: «Cosa c’entra l’articolo 18 con il presunto ipergarantismo? L’articolo 18, come Brunetta dovrebbe sapere, è una norma che vieta il licenziamento senza giusta causa, è una norma di civiltà del lavoro. Una norma importantissima, che solo Brunetta sa cosa c’entri con quello che lui chiama l’ipergarantismo dei padri». E l’altra ospite della trasmissione, Renata Polverini, candidata del Pdl alla Regione Lazio: «I primi ad aver attaccato l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori sono stati i Radicali».
DONADI E BINDI - Per Massimo Donadi (Idv) «la battaglia di Brunetta contro i bamboccioni è in realtà un attacco ai lavoratori, un’offensiva contro i diritti. Dovrebbe misurare meglio le parole, soprattutto in un periodo di forte crisi come questo, in cui sono stati bruciati centinaia di migliaia di posti di lavoro». E Rosy Bindi (Pd): «Brunetta dimentica che oggi sono questi padri, anche quando sono in cassa integrazione, a dare un minimo di certezze ai propri figli. Ai ministri si chiede di avere proposte serie ed efficaci e non di lanciare messaggi ideologici da pasdaran della deregulation dei diritti».