Pierferdinando Casini
Nome: Pier Ferdinando Casini
Data di nascita: 3 dicembre 1955
Luogo di nascita: Bologna Italia
Professione: Politico
Partito: Candidato premier del UDC
incarichi politici ricoperti:
Parlamentare Europeo (1994 e 1999)
Presidente della Camera Dei Deputati (2001)
Presidente dell’Unione Interparlamentare durante la centotreesima assemblea di Ginevra.
Presidente dell’Internazionale Democristiana (IDC) succedendo a José María Aznar.
Giovanissimo comincia la sua attività politica nella Democrazia Cristiana. Durante gli Anni ‘80 diventa il braccio destro di Arnaldo Forlani. Casini è Presidente dei giovani Democratici Cristiani e membro della Direzione Nazionale della DC. La DC travolta nell’ inchiesta Tangentopoli nel 1994 scompare definitivamente come partito e dalle sue ceneri nascono due nuove formazioni: Il Ppi guidato da Martinazzoli, e il Ccd, fondato da Clemente Mastella e Pier Ferdinando Casini, che ne sarà prima Segretario e poi Presidente. Eletto per la prima volta nel 1994 al Parlamento Europeo è stato riconfermato nel 1999, iscrivendosi al gruppo del Partito Popolare Europeo. Nelle elezioni politiche del 1994 il Ccd entra nella coalizione di centro destra, guidata da Forza Italia e dal suo leader Silvio Berlusconi. Già deputato dalla nona legislatura, alle elezioni del 1996 si presenta alleato con il Cdu di Rocco Buttiglione. Dal febbraio 1997 fa parte della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali e dal luglio 1998 della III Commissione permanente Esteri. Alle politiche del 2001 Casini è uno dei leader della Casa delle libertà. Con la vittoria dello schieramento di centro-destra Casini viene eletto presidente della Camera dei deputati il giorno 31 maggio: è il più giovane presidente nella storia della Repubblica dopo Irene Pivetti eletta nel 1994. Dal punto di vista politico, anche a detta di alcuni colleghi di opposto schieramento, Casini sembra interpretare il ruolo istituzionale in modo impeccabile. A gennaio 2002 visita diversi Paesi dell’America Latina, accreditandosi come politico autorevole ed equilibrato. Nelle cronache politiche viene talvolta definito “ciampista”, per la sintonia con gli appelli al dialogo tra le parti politiche lanciati dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. In occasione delle elezioni parlamentari del 2008, decide di abbandonare l’alleanza con Silvio Berlusconi, e di presentarsi da solo come candidato premier.